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Chirurgia Estetica


La parola d'ordine per la chirurgia estetica moderna è ARMONIA. L'obbiettivo primario deve essere la correzione del difetto, il miglioramento di una condizione.

NO ai grossi stravolgimenti...SI alla bellezza...che fa bene anche all'animo

La bellezza è più profonda della pelle. Un chirurgo estetico non altera soltanto l’aspetto di una persona, ne cambia l’animo. Le sue operazioni agiscono più in profondità…quando si cambia volto ad un paziente quasi sempre si cambia il suo futuro. Cambiate l’immagine fisica e quasi sempre cambierete la persona, la sua personalità, il suo comportamento e talvolta anche il suo talento e la sua abilità.”

Maxwell Maltz 
Chirurgo plastico - “Psicocibernetica” - 1960








Liposuzione

Rimodellamento corporeo mediante aspirazione del grasso sottocutaneo. Qualsiasi regione che presenti dei depositi adiposi può essere modellata: volto, collo, mammella, braccia, addome, glutei e gambe. La moderna liposuzione con l'utilizzo di cannule smusse fu effettuata la prima volta nel 1977 dal dott Yves Gerard Illouz. La paziente era una donna con un lipoma non capsulato sul dorso che non voleva cicatrici evidenti. Il risultato positivo cambio la storia della chirurgia plastica estetica.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Cos'è la liposuzione? mi farà perdere o prendere peso?
Dopo la liposuzione, il paziente perderà peso in proporzione alla sua nuova distribuzione del tessuto adiposo ma sempre in forma minima. Lo scopo della liposuzione è modellare i contorni, non essere una scorciatoia alla dieta. Nel futuro è consigliabile mantenere un regime alimentare costante per un buon mantenimento del risultato.
Dopo la liposuzione posso perdere sangue?
Dopo la liposuzione, il paziente è informato che perderà liquidi nelle 24 ore successive. Il tipo di infiltrazione anestetica preoperatoria è la causa. Sicuramente la perdita di liquidi sarà marezzata di sangue ma la paziente è informata di non allarmarsi, escludendo emorragie post-operatorie.
Dopo la liposuzione sarò gonfio/a?
Il gonfiore (edema) post liposuzione è molto comune. Normalmente dopo 6 settimane si notano i veri risultati evidenti. Inoltre è fondamentale da 2 settimane dopo l'intervento iniziare trattamenti linfodrenanti manuali per almeno 1 mese, oltre a vestire fin da subito gli indumenti contenitivi che vi consiglieremo in sede di visita.
La liposuzione può essere usata anche da sola dei difetti estetici dell’addome?
Se la cute dell’addome non presenta irregolarità estetiche, la LIPOSUZIONE ADDOMINALE, attraverso due piccole incisioni a livello del pube, permette l’asportazione di importanti quantità di grasso, ottenendo nello stesso tempo una retrazione della cute in eccesso.
La liposuzione fa male?
Normalmente la liposuzione si esegue in sedazione e anestesia locale. Al termine dell'intervento la paziente viene dimessa in giornata. Nel post-operatorio, in base al nostro protocollo del dolore, le pazienti riferiscono un dolore sopportabile nei primi 2 giorni e una ripresa completa delle attività in 3 giornata.
Dopo la liposuzione posso fare attività sportiva?
Nel primo periodo post-operatorio, come per tutti gli interventi chirurgici, consigliamo un riposo dall'attività sportiva per 3-4 settimane. Nel periodo successivo l'attività fisica non solo è consigliabile ma fondamentale per un risultato ottimale. Infatti un recente articolo scientifico dimostra chiaramente che, per ottimizzare i risultati post-liposuzione, occorre avere una pratica sportiva costante.
E' vero che dopo la liposuzione dovrò indossare guaine elastiche?
Dopo l'intervento è fondamentale vestire guaine elastocompressive sulle aree trattate per migliorare il decorso post-operatorio. Consiglio sempre di indossarle per 4 settimane, le prime 3 per 24 ore al giorno poi l'ultima solo durante il giorno, per 12 ore.


Lipofilling

Tecnica di moderata invasività che permette attraverso il prelievo e il reinnesto di tessuto adiposo dello stesso individuo di trattare aree depresse, cicatrici o di aumentare volumi (ad es. labbra, zigomi). Oltre all'effetto volumizzante, recentemente si è compreso il ruolo delle cellule staminali all'interno del tessuto prelevato e preparato che permettono un miglioramento qualitativo dei tessuti trattati. Su queste premesse si è ampliato l'utilizzo del lipofilling in aree cicatriziali con un miglioramento estetico della qualità dei tessuti trattati.




DOMANDE PIÙ COMUNI

I risultati del lipofilling sono permanenti?
Il tessuto adiposo prelevato e trattato in maniera corretta e con tecniche avanzate ha alta possibilità di attecchimento con percentuali variabili a seconda delle tecniche utilizzate e della risposta dell'individuo. Comunque per ampi volumi o correzioni importanti potrebbero essere necessarie più sedute.
Che tipo di anestesia si utilizza per il lipofilling?
Il nostro team ha sviluppato tecniche miniinvasive, con blanda sedazione e regime ambulatoriale. Il nostro anestesista somministra farmaci per via endovenosa durante l'intervento per permetterle di avere il miglior comfort possibile ed una rapida ripresa al termine della procedura.
Da dove viene prelevato il tessuto adiposo?
Per piccoli prelievi utilizziamo principalmente l'interno ginocchia o l'addome ma la scelta dell'area di prelievo viene fatta comunque tenendo conto delle caratteristiche fisiche del paziente.
Quale è la tecnica di prelievo che utilizza?
La tecnica che preferiamo è senza l'infiltrazione di anestetici locali per preservare al massimo la vitalità delle cellule. Si compiono movimenti di avanzamento e retrazione,distribuiti a ventaglio sulla,area di prelievo, in modo da lasciare un risultato uniforme, senza depressioni o asimmetrie, simulando la tecnica di liposuzione tradizionale.
E' possibile utilizzare tessuto adiposo di un'altra persona?
Il lipofilling è una tecnica che rende possibile solo l'utilizzo del proprio tessuto adiposo, per non incorrere in reazioni di rigetto importanti e pericolose.
Il lipofilling nelle cicatrici richiede cicatrici stabilizzate o ancora attive?
Per quello che riguarda la nostra esperienza preferiamo sicuramente trattare cicatrici stabilizzate, non più attive. Nella fase attiva i normali presidi come il silicone in gel o cerotto rappresentano ancora la migliore scelta.
Ho una cicatrice post-partum che mi sta disturbando molto, mi limita anche i rapporti. Il lipofilling può migliorare questa situazione?
Il dolore cronico dopo episiotomia o lacerazioni perineali nella donna, post-gravidanza, è causato da contrattura cicatriziale o dalla formazione di neuromi.La terapia di questo disturbo della sfera intima è sempre stato una resezione chirurgica dell'area interessata, con i rischi di non miglioramenti e risultati estetici non brillanti.il lipofilling ha portato, per queste problematiche, nuove strategie con minore invasività e rapido recupero.Un recente interessante studio scientifico ha analizzato retrospettivamente i risultati di tale intervento assolumente meno invasivo della correzione chirurgica stessa.Nelle 20 pazienti studiate sono stati utilizzati in media 12 cc di tessuto adiposo (quantità facilmente reperibile anche in pazienti magre). Si è trattato principalmente di un'unica procedura.18 pazienti hanno avuto un immediato miglioramento del dolore, spiegabile dal rilascio della contrattura cicatriziale. La maggioranza delle pazienti ha inoltre testimoniato un miglioramento dell'attività sessuale, prima impacciata dal dolore. Da Medicitalia

Lipofilling of perineal and vaginal scars: a new method fro improvement of pain after episiotomy and perinela laceration
Ulrich D., Ulrich F., Van Doorn L, Hovius S.
Plastic & Reconstructive surgery March 2012: vol 129 - Issue 3- 593-4


Blefaroplastica

É un intervento chirurgico indicato per il ringiovanimento della zona perioculare. Permette la correzione dell’eccesso cutaneo a livello delle palpebre e della protrusione del tessuto adiposo peri-orbitario.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Le cicatrici post-blefaroplastica sono visibili?
La chirurgia estetica delle palpebre consiste nella rimozione di cute e grasso in eccesso localizzati nelle palpebre superiori ed inferiori. Nella procedura chirurgica più comune, consistente nel rimodellamento del muscolo orbicolare e delle borse adipose e nella rimozione dell’eccesso di cute, le incisioni vengono eseguite nella piega delle palpebre superiori ed inferiori e risultano praticamente invisibili. Solo nei primi periodi post intervento si avrà minimi segni rossi che si possono facilmente camuffare con il trucco.
Come si possono eliminare o migliorare le "borse" sotto gli occhi?
Le cosiddette “borse” sotto gli occhi dipendono dalla pseudo-erniazione del tessuto adiposo perioculare causata dal rilassamento (congenito o dovuto all’invecchiamento) delle strutture di sostegno come la cute, il muscolo orbicolare e il setto orbitario. Non esistono creme o trattamenti estetici in grado di attenuare o eliminare questo tipo di difetto. L’unico rimedio è chirurgico e consiste nella rimozione del grasso in eccesso mediante un’incisione che può essere interna alla palpebra (come nella blefaroplastica transcongiuntivale) o esterna ma comunque nascosta nella piega delle palpebre.
C’è un’età consigliata per sottoporsi a blefaroplastica?
Non esiste un’età più o meno adatta perché le motivazioni alla base di questo intervento sono molteplici. Lo richiedono persone che vogliono combattere i segni del tempo, e quindi di età matura, ma anche persone che vogliono correggere difetti congeniti, oppure chi ha problemi di vista strettamente collegati alla riduzione del campo visivo a causa della copertura della palpebra.
La blefaroplastica è un intervento che interessa l’occhio?
La blefaroplastica non agisce sulla funzione dell’occhio. L’intervento si limita alla correzione cutanea e adiposa delle palpebre. Con questo intervento vengono tolta l’eccedenza di pelle e grasso attorno alle palpebre.
Vorrei modificare la forma del mio occhio. E' possibile?
Con la blefaroplastica è possibile modificare la forma dello sguardo mediante il sollevamento e/o il riposizionamento dell’angolo laterale dell’occhio (cosiddetta cantoplastica e cantopessi).
Da cosa dipendono e come si possono attenuare le occhiaie?
La causa delle “occhiaie” dipende dall’invecchiamento o di altri fattori congeniti (pelle molto sottile, mancanza di tessuto adiposo sottocutaneo, ecc.). Il muscolo orbicolare, di color rosso scuro, appare in trasparenza creando una specie di ombra scura sotto la palpebra. Talvolta questo fenomeno è associato alla presenza di borse sotto gli occhi causate dalla lassità delle strutture di sostegno del grasso perioculare. Le occhiaie possono essere migliorate, in alcuni casi, con un intervento di lipofilling (che consiste nel prelevare mediante un sottile ago o una cannula piccole quantità di grasso che vengono poi iniettate nell’area palpebrale depressa), o nel caso siano presenti anche delle borse, mediante un intervento di blefaroplastica associato ad un trasferimento verso il basso del tessuto adiposo in eccesso, mentre se le occhiaie sono dovute principalmente ad un fenomeno di iperpigmentazione, è preferibile ricorrere semplicemente all’uso di un trucco coprente.
Dopo la blefaroplastica devo rimanere in clinica?
La blefaroplastica viene generalmente eseguita in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete svegli ma rilassati e insensibili al dolore) e in regime ambulatoriale. Solo nei casi in cui il rimodellamento delle palpebre sia associato ad altri interventi chirurgici (es. lifting cervico-facciale) sarà necessaria l’anestesia generale e il ricovero in clinica per una o due notti.
Dopo quanto tempo dall’intervento potrò rimettere gli occhiali o le lenti a contatto?
Gli occhiali potranno essere indossati già dopo le prime 24 ore, mentre per le lenti a contatto occorrerà attendere circa una settimana.
Dopo quanto tempo potrò espormi al sole o alle lampade UVA?
Come per tutti gli altri interventi chirurgici, nei primi 6-12 mesi è sconsigliato esporle al sole per evitare la loro iperpigmentazione che le renderebbe più visibili. E’ però possibile già dopo un mese dall’intervento esporsi al sole con l’uso di lenti protettive o di creme a schermo totale.
Qual è la differenza tra l'utilizzo del botulino e la blefaroplastica?
La blefaroplastica è ampiamente spiegata nelle domande precedenti e serve per rimuovere eccesso cutaneo e borse palpebrali. Il botulino, al contrario agisce sulle "zampe di gallina" e può rialzare il sopracciglio. E' importante sapere che se il paziente ha effettuato il botulino vi sarà un minimo cambiamento anatomico della zona periculare che sconsiglia la blefaroplastica nei primi mesi post-trattamento. Il protocollo da noi adottato per il ringiovanimento della zona perioculare è quindi blefaroplastica in situazioni di anatomia normale (4-5 mesi dall'ultimo eventuale trattamento con botulino) e infiltrazione di tossina botulinica ad un mese dalla chirurgia. Tale approccio permette un moderno ringiovanimento di tutto lo sguardo.


Addominoplastica

Intervento chirurgico per il rimodellamento dell’addome, rimozione dell’eccesso di cute e di grasso, di rinforzo della parete addominale. Dopo una gravidanza o un dimagrimento si può osservare un rilassamento dei tessuti addominali. Molto spesso, nonostante una corretta alimentazione e un’attività sportiva adeguata, per raggiungere il risultato sognato di una pancia piatta occorre rivolgersi a uno specialista in chirurgia plastica.

Pancia piatta? Ecco 10 punti per un’addominoplastica perfetta:

  1. Una cicatrice nascondibile nel bikini. Certo una cicatrice dopo l’intervento ci sarà ma sarà posizionata in modo da essere facilmente nascondibile, visibile solo nell’intimità
  2. Ridurre le smagliature. L’unico modo efficace per eliminare le smagliature è asportarle. Se ci sono e sono sotto l’ombelico, possono essere rimosse contestualmente all’intervento.
  3. Rimuovere la pelle in eccesso e il tessuto adiposo. L’addominoplastica moderna permette di associare la liposuzione per ottenere non solo una cute più tirata ma anche più sottile con l’eliminazione dell’adipe in eccesso - Lipoaddominoplastica
  4. Diminuire il girovita. Sicuramente la ridistribuzione dei tessuti permette di rendere il giro vita più snello magari con una concomitante liposuzione dei fianchi.
  5. Ringiovanire la regione pubica. In alcuni casi si osserva un accumulo adiposo anche a livello del pube con una concomitante discesa dei tessuti. L’addominoplastica permette un lifting ringiovanente della regione mediante una trazione dei tessuti stessi.
  6. Lifting regione inguinale. Con l’intervento di addominoplastica si ha una concomitante redistribuzione cutanea anche della regione inguinale.
  7. Cambiare la postura del corpo. Come in molti interventi di chirurgia plastica, la chirurgia permette un’azione anche sul proprio IO aumentando la sicurezza in sé stessi e permettendo di “rialzare le spalle”, di sentirci più a nostro agio con il nostro corpo
  8. Correggere difetti post-gravidanza. L’intervento può aggiungere la concomitante, eventuale correzione di deficit causati dalle gravidanze e dei parti comead esempio la diastasi dei muscoli retti.
  9. Riparare eventuali ernie. Un’ecografia della parte addominale è fondamentale prima di pianificare questo intervento per valutare la presenza di eventuali ernie della parete addominale che possono essere riparate contestualmente con o senza l’ausilio di un chirurgo generale
  10. Diminuire il dolore lombare. In alcuni casi il dolore a livello lombare è correlabile alla lassità muscolare dell’addome. Il rinforzo chirurgico della parete addominale favorisce la scomparsa/attenuazione della sintomalogia algica.

Insomma, con questo decalogo viene ancora una volta evidenziato che la soddisfazione del risultato di un intervento chirurgico di chirurgia plastica passa attraverso la scelta di un professionista con un valido curriculum, compresa la specialità in chirurgia plastica.

Dal professionista si avrà una diagnosi ed un inquadramento corretto della problematica per arrivare ad una soluzione che le darà un risultato sicuro e ottimale.




DOMANDE PIÙ COMUNI

L'addominoplastica corregge la cute addominale in eccesso?
Effettivamente l'addominoplastica permette la correzione della cute in eccesso ed il rimodellamento dei tessuti residui. L'addome grinzo può interessare anche le persone giovani, magari dopo il parto.
Il mio addome presenta grasso in eccesso, soprattutto sui fianchi ma poca pelle in più. Qual'è il mio intervento?
Se è aumentata la componente adiposa senza eccesso cutaneo l'intervento più corretto è la liposuzione. Questo intervento ha lo scopo di rimodellare i contorni e asportare il grasso in eccesso.
Dopo l'addominoplastica quando posso riprendere l'attività sportiva?
Indicativamente dopo 4 settimane si può riprendere l'attività sportiva ma con una guaina contenitiva.
E' possibile correggere la diastasi dei muscoli retti con la ginnastica?
La diastasi dei muscoli retti è un problema anatomico che richiede correzione chirurgica, molto spesso durante l'addominoplastica. Con esercizi mirati si può riprendere la funzionalità dei muscoli addominali ma non correggere la diastasi
E' possibile correggere la diastasi dei muscoli retti riprendendo la cicatrice del taglio cesareo?
La diastasi dei muscoli retti richiede correzione chirurgica e in molti casi usualmente si riprende la cicatrice di un precedente cesareo per la correzione sotto-ombelicale. Molto spesso si associa all'intervento la correzione della cute in eccesso e con ampio scollamento ed isolamento dell'ombelico si può arrivare alla correzione della diastasi sovraombelicale.
Presto partorirò, la mia terza gravidanza, non è possibile eseguire un'addominoplastica durante il cesareo?
Le complicanze con i due interventi associati sono state recentemente evidenziate in un recente articolo scientifico. E' una procedura sconsigliata. Sembra un'ottima scorciatoia ma nasconde molte insidie. Solo il 48% delle pazienti è rimasta soddisfatta del risultato. il 36% ha avuto problemi nel post operatorio come infezioni (18%), deiscenza della ferita (6%) e necrosi cutanee (12%), percentuali di molto superiori a quelle di una comune addominoplastica. Riguardo ai risultati, il 32% delle paziente manifestava a distanza un gonfiore dell'addome, il 24% una protusione ombelicale e il 12% una ridondanza cutanea. In conclusione, gli autori sconsigliano assolutamente la procedura concomitante per le frequenti complicanze postoperatorie e per i risultati scarsamente estetici. W.N.Thabet, A.S.Hossny, N.A.Sherif : Feasibility of abdminoplast with Cesarean section - International Journal of Women's Health 2012:4
Quanto dura l'intervento di correzione della diastasi dei muscoli retti? E' un intervento invasivo? E' in anestesia totale? E' doloroso il post-operatorio?
La correzione della diastasi dei muscoli retti è un intervento chirurgico che può essere effettuato in un tempo che varia da 1 a 3 ore a seconda se si procede a concomitante addominoplastica. E' un intervento che si svolge al di sopra dei muscoli addominali quindi non si entra all'interno dell'addome dove vi sono i visceri. L'invasività c'è ma è sicuramente inferiore ad un intervento addominale vero e proprio. Riguardo all'anestesia dipende molto dal tipo di intervento, dalle condizioni della paziente e dall'anestesista stesso. Usualmente viene effettuato in anestesia generale ma, in alcuni casi, si può intraprendere una rachianestesia cioè l'anestesia della zona addominale e degli arti inferiori con paziente sveglia. La discussione della metodica più indicata per ogni singolo caso viene effettuata con l'anestesista nelle visite preoperatorie. Riguardo al dolore post operatorio, normalmente è molto ben tollerato e la rimando ad un nostro articolo nella sezione "come, dove e quando".
Che esami devo fare per valutare la diastasi dei muscoli retti? Durante l'intervento di correzione è possibile rimuovere le smagliature?
Per valutare la diastasi è sufficiente un'ecografia della parete addominale (non dell'addome perchè non interessano i visceri) effettuata da un professionista esperto. L'ecografia può descrivere l'ampiezza dela diastasi e se vi sono eventuali porte erniarie e guida il chirurgo plastico nella pianificazione dell'intervento. Riguardo le smagliature, in caso di correzione con concomitante addominoplastica, verranno asportate quelle sotto ombelicali comprese nella porzione di cute che viene rimossa.
Quanto tempo devo assentarmi dal lavoro dopo l'addominoplastica?
7-10 giorni di assenza sono consigliati, specialmente se si ha un lavoro dove si resta seduti a lungo.
E' vero che la parte inferiore dell'addome rimane insensibile dopo l'addominoplastica?
Si, per l'interrruzione- stiramento dei nervi sensitivi cutanei. Ma tale problema è transitorio e nel tempo si assiste a lenta ripresa della sensibilità (nell'arco di 3-4 mesi).
Che cosa è la mini-addominoplastica
Soprattutto in donne che dopo una gravidanza presentino un rilassamento muscolare ed un eccesso di pelle sotto-ombelicale, si ricorre alla MINI-ADDOMINOPLASTICA, anche detta addominoplastica parziale inferiore: attraverso una relativamente corta incisione sovra-pubica, simile a quella di un cesareo questo intervento permette di togliere la cute in eccesso e soprattutto di rimodellare i muscoli. In questo caso l’ombelico non verrà spostato. La mini-addominoplastica, perciò, è un intervento che trova indicazione solo quando il cedimento muscolo-cutaneo è limitato alla zona sotto-ombelicale. Questo intervento risolve facilmente e immediatamente il problema della cosiddetta “pancetta”. La cicatrice della mini-addominoplastica è bassa e rimane completamente nascosta entro i limiti di un indumento intimo ridotto.


Mastoplastiche riduttive ed additive

Interventi chirurgici volti a correggere il seno...

  1. riducendone il volume (Mastoplastica Riduttiva)
  2. aumentandolo attraverso l’utilizzo di protesi (Mastoplastiche addittive)
  3. correggendo l'eventuale discesa (Mastopessi) effettuabile con o senza protesi
  4. in casi selezionati l'aumento può essere effettuato con tessuto adiposo della paziente stessa (Mastoplastica con lipofilling)



DOMANDE PIÙ COMUNI

Quali sono i consigli per avere un seno sempre bello?

Un recente articolo scientifico, pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Journal of Aestethic Surgery da parte di autori americani, ha analizzato i potenziali fattori che determinano un seno sempre bello e attraente.
Lo studio si basa sulle abitudini di diverse coppie femminili di gemelli monozigoti. I soggetti sono stati studiati nel 2009 e 2010 durante i Twins Days Festival in Twinsburg, Ohio.
Le arruolate vennero fotografate e studiate riguardo le loro abitudini comportamentali e i loro risultati analizzati in maniera anonima da 6 chirurghi plastici differenti. Sono state coinvolte nello studio 161 coppie di gemelli, con un’età media di 47 anni.
Tra i sorprendenti risultati, idratare la cute del seno con creme ha portato ad un minore sviluppo di rughe nella regione mammaria. Le donne sotto terapia ormonale sostitutiva post-menopausa aveva un seno più attraente in termini di forma, misure e proiezione.
Avevano seni meno appetibili le fumatrici, le donne che assumevano alcolici, quelle sovrappeso o con molte gravidanze. In più, però, le gemelle che avevano allattato al seno presentavano una qualità della cute migliore.
Da questi dati, quindi, il mondo femminile potrà trarre norme comportamentali per mantenere la qualità del loro seno nel corso degli anni. Idratazione locale, allattamento al seno insieme all'astensione dal fumo e dall'alcool ed alla dieta corretta possono essere le basi per un decoltè prosperoso negli anni.

Da Medicitalia

Soltanian HTLiu MTCash ADIglesias RA.:
Determinants of breast appearance and aging in identical twins.
Aesthet Surg J. 2012 Sep 1;32(7):846-60.

Le protesi di silicone sono sicure?

Le protesi di ultima generazione presentano silicone coesivo cioè che non può, anche in caso di rottura, uscire liberamente dal proprio involucro. In più molti studi hanno dimostrato che non vi è rapporto con lo sviluppo di tumori e malattie autoimmuni. Le protesi di silicone non danno problemi in gravidanza, nell'allattamento o per la salute del neonato allattato al seno.

"Safety of silicone breast implants". Report of the Commitee on the safety of Silicone Breast Implants. www4.nationalacademies.org/news.nsf

"Silicone Gel Breast Implants" - 2008 - United Kingdom Report of the Indipendent Review Group - http://www.mhra.gov.uk/Safetyinformation/Generalsafetyinformationandadvice/Product-specificinformationandadvice/Product-specificinformationandadvice-A-F/Breastimplants/Siliconegelbreastimplants/IndependentReviewGroup-siliconegelbreastimplants/index.htm

Ho sentito parlare di protesi in poliuretano. Cosa sono?
Nell'ultimo periodo prendono sempre più importanza gli interventi di aumento del seno (mastoplastica addittiva) con protesi in poliuretano. Nello specifico questi impianti sono protesi mammarie in silicone (sia anatomiche che rotonde) il cui involucro esterno è fatto in poliuretano. Hanno il vantaggio di causare una minore reazione pericapsulare, il processo contrattile cicatriziale che avvolge qualsiasi tipo di protesi. L’incidenza di contrattura capsulare dopo un intervento di mastoplastica additiva è nettamente inferiore negli impianti rivestiti in poliuretano se paragonato all’uso di impianti a superficie lisci o testurizzata e tale vantaggio persiste sino a dieci anni dopo l’impianto. La capsula prodotta dall’impianto in poliuretano presenta una differente architettura e composizione cellulare rispetto alle capsule prodotte dagli altri tipi di impianti con una minore concentrazione di fibre collagene la quale determina meno fibrosi e quindi meno probabilità che si verifichi una contrattura capsulare. Allo stesso la grande capacità di adesione alla parete sottostante riduce il rischio di rotazione nel tempo delle protesi stesse (rischio seppur minimo anche con le protesi di silicone solo). Sono invece caratteristiche distintive di queste protesi la naturalezza del risultato estetico, la morbidezza al tatto ed il basso tasso di complicanze che compensano ampiamente le maggiori difficoltà di impianto e ne giustificano il loro uso, sia nella chirurgia ricostruttiva che estetica della mammella.
Dove sono posizionate le incisioni chirurgiche nella mastoplastica additiva?
Le incisioni possono essere poste nel solco sottomammario, nell'areola o nel solco ascellare. La nostra esperienza ci fa prediligere il solco sottomammario, mentre l'areola ha come limitazione le dimensioni della stessa. Un recente lavoro scientifico ha analizzato i risultati della mastoplastica additiva (protesi al seno per aumento volumetrico) a seconda del tipo di incisione chirurgica, posizionamento anatomico e tipo di protesi. Nello studio sono state arruolate 4412 donne in un periodo di 10 anni. Riguardo alle incisioni chirurgiche, l'accesso sottomammario (nel solco) è stato associato a percentuali significativamente inferiori di contrattura capsulare, cattivo posizionamento delle protesi e richiesta di procedure secondarie rispetto a accessi periareolari (intorno al capezzolo) o ascellare. Sul posizionamento anatomico, le protesi sottopettorali erano meno soggette a contrattura capsulare rispetto alle sottoghiandolari. La superfice testurizzata (lievemente zigrinata) ha mostrato una percentuale significativamente inferiore di contrattura capsulare rispetto alle protesi a superficie liscia. Queste discrepanze però vanno anche lette sulle preferenze globali dei chirurghi plastici, normalmente maggiormente rivolti verso le percentuali più alte...più comune ovunque la mastoplastica con incisione nel solco sottomammario rispetto all'approccio ascellare e cosi via. Namnoum JD, Largent J, Kaplan HM et alt - "Primary breast augmentation clinical trial outcomes stratified by surgical incision, anatomical placement and implant device type" - J. Plast Reconstr Aesthet Surg 2013 Sep;66(9):1165-72
Cosa dicono le pazienti dopo l'intervento di impianto protesi? Sono contente?
Uno studio norvegese ha focalizzato l'attenzione sulla soddisfazione delle pazienti dopo mastoplastica addittiva. La principale motivazione che ha spinto verso l'intervento l'intervento è stata di natura puramente estetica (65%) ma un gruppo di paziente ha indicato come molla per l'intervento la scarsa stima di sè stessi. Sul risultato finale il 93% delle pazienti si è dichiarato soddisfatto del miglioramento ottenuto e il 69% hanno risposto di avere avuto un upgrade della loro qualità di vita sia dal punto di vista morale che sociale. L'intervento ha migliorato l'autostima e i rapporti con gli altri. L'unico problema significativo riscontrato è stato la riduzione di sensibilità a livello del complesso areola-capezzolo in 27% dei casi. Questi dati retrospettivi assumono sempre di più un valore importante sia per le pazienti che per i medici. Infatti la donna che si sottopone a mastoplastica addittiva vivrà con il proprio risultato chirurgico. Permettono inoltre di uscire dallo stereotipo che questo intervento sia solo per il mondo patinato della moda e dello spettacolo. E' sempre più una donna normale quella che si rivolge al chirurgo plastico. Kalaaji A, Bergsmark Bjertness C, Nordhal C e Olafsen K.: Survey of breast implant patients: characteristics, depression rate and quality of life Aesthetic Surgery Journal 2013 - 33 (2); 252-257
Le protesi si induriscono nel tempo?
Gli impianti protesici non si induriscono, mantenendo la loro morbidezza. Una complicanza potrebbe essere la formazione di una contrattura capsulare che le rende dure al tatto. Ogni corpo estraneo inserito nel nostro organismo sviluppa una forma di difesa del nostro organismo che lo circonda creando una capsula. Se il tessuto fibroso capsulare si indurisce si ha la contrattura capsulare. Utilizzando protesi non lisce ma microtesturizzate e creando una tasca parzialmente sottomuscolare (avendo così la protesi posizionata su 2 piani diversi, in basso tessuto ghiandolare in alto tessuto muscolare) il rischio di sviluppare questa complicanza si riduce in maniera significativa.
Protesi anatomiche o rotonde?
Dipende molto dal tipo di risultato che si vuole ottenere. Sicuramente le protesi anatomiche permettono risultati più naturali ma la scelta della protesi si basa su molti fattori che vengono presi in esame con la paziente durante i colloqui preliminari.
L'impianto della protesi avviene sotto la ghiandola o sotto il muscolo?
Anche qui dipende da diversi fattori tra cui il seno di partenza, le preferenze e le esperienze del chirurgo. Noi preferiamo l'approccio sottomuscolare per la riduzione delle complicanze come la contrattura capsulare, per un risultato più naturale non avendo il rischio di percepire il bordo superiore della protesi.
Ho le spalle un pò chiuse...cosa succederà dopo l'intervento?
Un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Aestetic Plastic Surgery pone l’accento sui miglioramenti posturali post-mastoplastica addittiva. L’ipoplasia mammaria è spesso associata a cifosi per un comportamento psicologico delle pazienti di “nascondere” il loro difetto. In seguito all’intervento, la scoperta di un nuovo seno provoca nella paziente un miglioramento dell’immagine corporea, della stima e sicurezza in se stessa con un appianamento compensatorio della postura nonostante il possibile effetto opposto dato dall’incremento di massa corporea con le protesi. Il lavoro dimostra con dati oggettivi molto interessanti il miglioramento posturale, con un retroposizionamento della testa e delle spalle ed un conseguente avanzamento della pelvi , il tutto correlabile al ruolo della psiche sulla postura stessa. M.Mazzocchi, L.A.Dessy, P. Iodice, R. Saggini, N. Scuderi: A study of postural changes after breast augmentation. Aesth Plast Surg DOI: 10.1007/s00266-011-9841-6
Ho 16 anni, posso fare una mastoplastica?
Recentemente è stato vietato dal Parlamento l'uso delle protesi nelle minorenni. Clicca qui per leggere la notizia.
Dopo quanto tempo dovrò cambiare le mie protesi?
E' un errore comune pensare che le protesi vadano cambiate periodicamente. Vi deve essere una ragione per sostituire una protesi, da un problema intrinseco (contrattura capsulare) a richiesta estetica della paziente. Le protesi di nuova generazione ed alta gamma danno sicurezze di qualità anche a lungo termine.
Ho paura di non essere soddisfatta dopo l'intervento, sono una ragazza normale ma non riesco proprio a vedermi così piatta. Cosa mi consiglia?
Un recente studio norvegese ha focalizzato l'attenzione sulla soddisfazione delle pazienti dopo mastoplastica addittiva (aumento del seno con protesi).
La principale motivazione che ha spinto verso l'intervento l'intervento è stata di natura puramente estetica (65%) ma un gruppo di pazienti ha indicato come molla per l'intervento la scarsa stima di sè stessi.
Sul risultato finale il 93% delle pazienti si è dichiarato soddisfatto del miglioramento ottenuto e il 69% hanno risposto di avere avuto un upgrade della loro qualità di vita sia dal punto di vista morale che sociale. L'intervento ha migliorato l'autostima e i rapporti con gli altri.
L'unico problema significativo riscontrato è stato la riduzione di sensibilità a livello del complesso areola-capezzolo in 27% dei casi.
Questi dati retrospettivi assumono sempre di più un valore importante sia per le pazienti che per i medici. Infatti la donna che si sottopone a mastoplastica addittiva vivrà con il proprio risultato chirurgico.
Permettono inoltre di uscire dallo stereotipo che questo intervento sia solo per il mondo patinato della moda e dello spettacolo. E' sempre più una donna normale quella che si rivolge al chirurgo plastico.

Fonte:
Kalaaji A, Bergsmark Bjertness C, Nordhal C e Olafsen K.: Survey of breast implant patients: characteristics, depression rate and quality of life
Aesthetic Surgery Journal 2013 - 33 (2); 252-257
Se metterò le protesi, la mia postura sempre un po' "chiusa" peggiorerà?
Un recente lavoro scientifico dimostra esattamente il contrario, con la mastoplastica addittiva si ha un miglioramento della postura. Clicca qui x leggere l'articolo.
E' possibile in caso di seno ptosico la correzione con protesi?
In caso di lieve discesa del seno (ptosi lievi o moderate) si può avere la correzione dell'inestetismo solo con l'inserimento di protesi, principalmente sottomuscolari, anatomiche ad alto profilo. In caso di ptosi più importanti la correzione può essere svolta in un'unica seduta mediante riposizionamento e correzione ptosi (mastopessi) con cicatrici più ampie rispetto alla mastoplastica addittiva (periareolari, verticali o a T invertita) e, nel caso occorra anche dare volume, inserimento di protesi sottomuscolari in questo caso principalmente rotonde.
Come faccio a capire se ho bisogno di una mastopessi?
Normalmente la necessità di una mastopessi si basa sulla valutazione della ptosi del seno ossia della sua discesa. Per avere una nozione semplice si prende in esame il capezzolo e il suo rapporto con il solco sottomammario. Se il capezzolo, a paziente in piedi, è situato più in basso del solco allora molto probabilmente occorre una mastopessi per riposizionare i tessuti. Comunque nel corso della visita tutti questi aspetti vengono evidenziati cosi come le possibili soluzioni
Le pazienti sono soddisfatte dopo una mastoplastica riduttiva?
Negli ultimi periodi sempre più studi hanno valutato la soddisfazione delle pazienti dopo interventi di aumento del seno (mastoplastica addittiva). Recentemente è stato pubblicato un lavoro scientifico sulla soddisfazione delle donne dopo mastoplastica riduttiva, intervento di riduzione del seno, utilizzando gli stessi test per la mastoplastica addittiva, il BREAST-Q. Precedenti studi avevano dimostrato che l'intervento era risolutivo per le patologie correlate ad un seno di grandi dimensioni come il dolore alla schiena e alle spalle, le dermatiti del solco sottomammario etc. Allo stesso tempo, le cicatrici derivanti dall'intervento, molto più ampie rispetto ad una mastoplastica addittiva hanno sempre rappresentato per i chirurghi stessi un potenziale problema nella valutazione estetica del risultato finale. Il test BREAST-Q è stato quindi utilizzato per avere un quadro più completo sulla percezione del risultato finale da parte delle pazienti operate. I risultati hanno mostrato un significativo miglioramento legato all'intervento in tutte le 4 aree studiate: soddisfazione dell'aspetto del seno, miglioramento nella sfera psicologica, sessuale e fisico. Riguardo all'aspetto estetico del seno, la soddisfazione è passata da 20/100 nella fase preoperatoria a 80/100 nella fase postoperatoria nonostante l'impaccio cicatriziale (a questo punto sopravvalutato dai chirurghi stessi). Circa l'aspetto psicosociale, il benessere sessuale e fisico si è visto un netto miglioramento post-operatorio con alta soddisfazione delle pazienti. Oltre al precedentemente citato benessere legato alla diminuzione di peso su spalle e colonna, le pazienti riferivano un miglioramento del ritmo sonno-veglia e più libertà negli esercizi sportivi. Inoltre si è evidenziato che tali benefici comparivano in un tempo relativamente breve dall'intervento (circa 6 settimane) e indipendemente dalla quantità di tessuto asportato (anche modeste riduzione portano a grandi miglioramenti psico-fisici). Coriddi M, Nadeau M, Taghizadeh M, Taylor A. Analysis of Satisfaction and Well-Being following Breast Reduction Using a Validated Survey Instrument: The BREAST-Q. Plast Reconstr Surg. 2013 Aug;132(2):285-90.


Lifting Cosce

Per il rimodellamento di cosce con lassità cutanea. Il rassodamento si realizza attraverso una sottile e lunga cicatrice che, dalla piega glutea, arriva fin quasi all'inguine. Per via della sua invasività, il lifting tradizionale viene consigliato solo nei casi di un marcato rilassamento.




DOMANDE PIÙ COMUNI

La cicatrice del lifting cosce si vede molto?
E' una cicatrice lineare che parte dalla piega inguinale e arriva al solco gluteo. Se correttamente trattata nel post-operatorio il suo impaccio estetico è molto limitato anche se è visibile con i normali slip in quanto situata qualche cm più in basso.
Dopo l'intervento devo adottare accortezze particolari?
Dopo il lifting cosce la paziente dovrà attenersi alle normali procedure legate ad ogni intervento chirurgico (non esposizioni solari e non attività fisica per 30 giorni, etc...). Nello specifico dovrà indossare guaina elastocompressiva che le sarà indicata dal medico in visita preoperatoria e mantenere un igiene scrupolosa dalla parte.

Rinoplastica

Correzione chirurgica degli inestetismi a carico del naso siano essi ossei (gibbo) o cartilaginei (punta).

La correzione estetica può essere effettuata da sola ("Buongiorno Dottore! Vorrei correggere la mia gobbetta, respiro bene") oppure unita alla parte funzionale ("Dottore...non respiro proprio bene, magari mentre ci siamo correggiamo un pò la punta chè non mi piace")

Nel caso di un problema funzionale è importante una valutazione preoperatoria da parte di un otorino.

 




Domande più frequenti

Perchè non mi devo esporre al sole dopo una rinoplastica?
La pelle del naso subito dopo una rinoplastica è più delicata, ha subito uno scollamento, quindi un trauma, in alcuni punti e molto sottile, pertanto un insulto come un'ustione solare è da evitare soprattutto nelle prime settimane. Altro aspetto è il calore. Tutto il naso, la cute e le mucose, sono molto infiammate nelle prime settimane ed il calore può determinare un aumento o un mantenimento più prolungato del gonfiore tipico dopo una rinoplastica , ovvero dello stato infiammatorio post-operatorio di questi tessuti , con l'effetto di rallentare la guarigione. Un cappellino con visiera ed una protezione solare elevatissima , come evitare le ore di maggiore insolazione possono consentirle di fare un po' di mare, con prudenza.


Otoplastica

L’orecchio "a sventola", o meglio "a ventola" è un'alterazione presente dalla nascita che consiste in un difetto della base cartilaginea che dà la forma del padiglione auricolare (orecchio prominente). L'inestetismo provocato dalla prominenza del padiglione auricolare è determinato da una forma anomala per mancanza dell'antelice (85% dei casi) o per eccessivo sviluppo della conca (15% dei casi) e può essere corretto mediante intervento chirurgico in regime ambulatoriale, con incisione cutanea a livello del solco retro-auricolare. L'anestesia è locale con blanda sedazione. Dopo l'intervento, a distanza, i pazienti sono molto soddisfatti, con aumento della stima, della sicurezza e della fiducia in loro stessi e questo si ha in qualsiasi età l'intervento venga eseguito. Pur trattandosi di un intervento semplice è assolutamente necessario rivolgersi a specialisti che operano continuativamente ed esclusivamente in strutture ben attrezzate ed autorizzate.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Dopo l'intervento le cicatrici si vedranno? Quanto dura l'intervento?
Le cicatrici che residuano sono praticamente invisibili poiché di ridotte dimensioni e completamente nascoste dietro la faccia posteriore del padiglione auricolare. L'intervento dura 1 ora circa ed è generalmente eseguito in regime ambulatoriale o Day Hospital per cui non è necessario trascorrere notti in ospedale.
Qual'è l'età giusta per effettuare l'intervento?
E' possibile correggere orecchie a sventola già in età scolare in quanto l'orecchio completa il proprio sviluppo intorno al 6-7 anno di età. La correzione di questa imperfezione nell'infanzia permette peraltro di evitare al bambino tutti quei disturbi della vita di relazione. Nell'età adulta l'intervento è consigliabile quando l'inestetismo diventa una necessità individuale.
Dopo l'intervento avrò dolore?
Più che dolore avvertirà una sensazione di fastidio, minima e di breve durata. In più il supporto di antidolorifici secondo i nostri protocolli attenuerà molto le problematiche nel postoperatorio.
Dopo l'intervento dovrò mantenere bendaggi?
Per 1 settimana circa dopo l'intervento avrà una medicazione a turbante fatta da noi in sala operatoria. Nelle successive 3 settimane dovrà indossare una fascetta di cotone elasticizzato, morbida e comoda, inizialmente 24 ore al giorno sino a diventare necessaria solo nelle ore notturne. Questa medicazione ha lo scopo di stabilizzare la forma delle orecchie mantenendole ferme durante il periodo di guarigione e per proteggerle da eventuali piegature accidentali causate da movimenti volontari.

Schisi lobo auricolare

In alcuni casi può capitare che il foro dell'orecchino a livello del lobo auricolare si allarghi sino addirittura a creare una fissurazione completa della cute. Con un semplice intervento in anestesia locale è possibile correggere questo inestetismo. L'intervento è tridimensionale in quanto si va a correggere la problematica sia anteriormente che posteriormente. Residueranno punti di sutura da entrambi i versanti del lobo che verranno rimossi dopo circa 7-10 giorni. L'intervento è praticamente indolore e nel post-operatorio andrà applicato del ghiaccio per alcune ore. La medicazione sarà un semplice cerottino a contatto con la sutura. Dopo circa 2 settimane si può ricreare il foro per l'orecchino ma non direttamente sulla cicatrice bensì a pochi millimetri da questa.







Brachioplastica

La Brachioplastica o Lifting delle braccia è la metodica che consente lo stiramento della parte inferiore del braccio, dal gomito all’ascella. Cambiamenti di peso ed invecchiamento sono spesso le cause di una perdita di tonicità delle parte inferiore delle braccia con comparsa di festoni cutanei o solchi. L’attività muscolare può migliorare il tono dei muscoli sottostanti, ma non agisce sulla cute, che presenta una perdita di elasticità, un indebolimento dei tessuti od un accumulo di grasso. Se la parte sottostante del braccio dovesse presentarsi con eccesso cutaneo e la presenza di grinze, la brachioplastica potrebbe essere il trattamento da eseguire




DOMANDE PIÙ COMUNI

Dopo la brachioplastica avrò le braccia bendate?
Nei primi 3 giorni avrà la medicazione che posizioneremo in sala operatoria quindi le indicheremo gli indumenti elastocompressivi da utilizzare per 30 giorni, inizialmente 24 ore al giorno poi nell'ultima settimana solo di notte.


Chirurgia dei Genitali Femminili

La cura dell’estetica femminile dei genitali, già ampiamente diffusa negli Stati Uniti è oggi in costante aumento anche nel nostro paese. La Chirurgia Intima Femminile comprende interventi mini-invasivi dei genitali e spesso si associa alla chirurgia mini-invasiva dell’incontinenza urinaria.

Frequentemente infatti l’aspetto dei genitali femminili, a causa di fattori congeniti, al trascorrere del tempo o semplicemente per motivi legati alla gravidanza, non corrisponde ai desideri della donna, generando quindi sensazioni di frustrazione e sfiducia. Una minima imperfezione delle proprie parti intime può spesso incidere in modo negativo nell’ambito della sfera sessuale.

Scegliere di migliorare l’estetica dei genitali per una donna significa quindi spesso riappropriarsi di una immagine sicura e tranquilla eliminando l’imbarazzo che alcuni difetti provocano nella vita di relazione. Sempre più donne di qualsiasi età richiedono quindi interventi di chirurgia estetica per i genitali femminili che stanno vivendo un momento di estrema popolarità e che possono essere eseguiti singolarmente od in associazione ad altre procedure chirurgiche di tipo estetico. In più, i continui sviluppi nelle tecniche chirurgiche hanno portato a brillanti risultati sia estetici che funzionali con rapido recupero postoperatorio.

Il progresso e l’associazione delle competenze della chirurgia estetica e dell’uroginecologia consentono oggi il ripristino dello stato di verginità della vagina attraverso la ricostruzione dell’imene, la liposuzione del pube, la labioplastica, la correzione degli inestetismi post-partum.

Pochi chirurghi hanno esperienza significativa nel settore della chirurgia estetica dei genitali femminili. Pur trattandosi di interventi relativamente semplici, è sempre preferibile rivolgersi a medici che effettuino regolarmente questo tipo di procedure. Da qui nasce l’esigenza di un team di esperti, con larga esperienza in tali procedure. Inoltre, la peculiarità della zona anatomica trattata, necessita di un intervento polispecialistico (principalmente plastico-ginecologico-urologico).

La filosofia è, pur andando incontro alle esigenze estetiche della paziente, non perdere di vista l’anatomia e la funzionalità dell’area insieme ad elevati standard di sicurezza. Infatti la prima valutazione viene eseguita da un ginecologo/urologo che esegue un esame morfo-funzionale.

Il chirurgo plastico interverrà sui casi selezionati per correggere ed apportare il ringiovanimento concordato dei genitali. L’anestesista discuterà con la paziente il tipo di anestesia da applicare e la seguirà per tutto l’iter operatorio e post-operatorio.

Ecco di seguito i principali inestetismi che si possono incontrare.






Ipertrofia piccole labbra
L'ipertrofia delle piccole labbra è una malformazione dei genitali esterni non così rara. Viene considerata anomala una paziente che presenta delle piccole labbra la cui lunghezza dalla base d'impianto al margine libero è superiore a 2,5 cm. Vi possono essere anche asimmetrie, dove cioè solo una delle piccole labbra sia ipertrofica. Questa malformazione, oltre a generare importanti problemi estetici e psicologici, soprattutto nel rapporto di coppia, talvolta può causare disturbi funzionali come prurito, edema, irritazione cronica locale, infezioni batteriche e micosi ricorrenti. Negli ultimi anni si sono sviluppate tecniche chirurgiche conservative nel rispetto della normale anatomia e fisiologia di questa regione anatomica. L'intervento chirurgico da noi utilizzato per tale problematica è risolutivo, di durata di circa 45 minuti e di grande soddisfazione per le pazienti. Può essere eseguito in anestesia locale con sedazione o in anestesia regionale-periferica, in regime ambulatoriale o di Day-Hospital. Il decorso post-operatorio è praticamente indolore anche in considerazione del fatto che i punti di sutura applicati non devono essere neanche rimossi. Il giorno dopo l'intervento la paziente può riprendere l'attività lavorativa e può tornare alla completa normalità in circa 3 settimane.
Ricostruzione dell'imene
In alcune culture ed in molte donne l'integrità dei genitali rappresenta un valore aggiunto, sia nell'ambito del rapporto coniugale sia in qualsiasi altro tipo di relazione sessuale. La ricostruzione dell’imene è un semplice intervento chirurgico il cui scopo è restituire la verginità anatomica. I lembi lacerati dell’ imene vengono riaccostati e suturati, creando una situazione simile a quella precedente al primo rapporto sessuale. In particolare,attraverso suture molto delicate vengono riuniti i piccoli frammenti d’imene ancora presenti nella vagina. Per raggiungere nuovamente una sola unità, come era prima della rottura, è necessario realizzare una piccola rifinitura dei bordi di ogni frammento, in modo da consentire la cicatrizzazione tra loro. Secondo la nostra esperienza, in casi selezionati, la ricostruzione dell'imene - imenoplastica - ricostruzione della verginità può dare un grosso aiuto psicologico per ricostruire, partendo simbolicamente dall'integrità anatomica, l’interezza, l’unità, violate senza un veramente consapevole consenso o semplicemente per ripartire da zero. L’intervento, in regime ambulatoriale o di Day-Hospital, è eseguito in anestesia regionale-periferica o con blanda sedazione ed anestesia locale ed ha un rapido recupero. I rapporti sessuali vanno interrotti per circa 1 mese.
Ipotrofia grandi labbra
L’apparato genitale femminile cambia fisiologicamente, come tutti gli organi del corpo umano, di forma e di volume col passare del tempo, dall'adolescenza alla maturità sessuale e subisce un'involuzione nel periodo della menopausa, grazie anche alla riduzione della secrezione degli estrogeni. Le alterazioni fisiologiche coinvolgono principalmente le grandi labbra, che inevitabilmente vanno incontro ad un processo di lipoatrofia, con conseguente assottigliamento e perdita del turgore tipico della giovane età. Tale processo è causato dalla riduzione delle fibre collagene ed elastiche ed dalla diminuzione della quantità di acido jaluronico. Le possibilità di ripristinare e mantenere il turgore anatomico dell’età adulta sono diventate realtà con il progresso delle tecniche della chirurgia plastica. In casi accuratamente selezionati, previa un’attenta valutazione urologica-ginecologica, si possono attuare semplici tecniche ambulatoriali come l’infiltrazione di acido ialuronico (filler riassorbibile) a scopo riempitivo-rivitalizzante sino a tecniche mini-invasive come il lipofilling, cioè l’infiltrazione di tessuto adiposo autologo (della paziente stessa) che opportunamente prelevato e preparato fornisce correzioni di maggiore durata. L’invasività dei 2 approcci è comunque minima, con rapido recupero e alta soddisfazione delle pazienti trattate.
Ipertrofia monte di Venere
La regione pubica femminile o monte di Venere può presentarsi eccessivamente protrusa con caratteristiche quasi maschili, tale inestetismo può creare problematiche psicologiche importanti sia della sfera intima che di quella pubblica (difficoltà da indossare abiti attillati, ad esempio) Semplici tecniche di chirurgia plastica, dopo un’attenta valutazione pre-operatoria possono facilmente correggere tale inestetismo. Nello specifico, la liposuzione del pube consiste nella rimozione del grasso in eccesso raccoltosi nella regione che sormonta il monte di Venere, con una miniliposuzione effettuata attraverso un taglio millimetrico di cui non rimane traccia. La liposuzione si effettua in anestesia locale e non richiede ricovero. Un edema della zona trattata associata ad una diminuzione temporanea della sensibilità in particolare dopo liposuzione è presente per circa un mese
Disturbi post-parto
Oltre ai trattamenti della cicatrice post-cesareo mediante silicone in cerotto nella fase attiva e correzione chirurgica dell’eventuale antiestetica cicatrice, vi possono essere casi post-epifisiotomia, nei quali l’area interessata rimane dolente, sensibile per alterata cicatrizzazione. In questi casi, dopo una valutazione funzionale accurata, un release cicatriziale con lipofilling permette un miglioramento significativo delle problematiche. In questo caso vengono sfruttate sia il rilascio meccanico delle aderenze mediante il tessuto adiposo che funge da cuscinetto ed il ruolo delle cellule staminali contenute al suo interno che migliorano sensibilmente l’elasticità dell’area. L'intervento si esegue in Day Hospital, in blanda sedazione e con un rapido recupero


Lifting viso e collo

É un intervento chirurgico indicato per il ringiovanimento del volto e della zona cervicale. Permette la correzione della lassità cutanea e l’attenuazione di rughe e dei solchi.
La perdita di elasticità cutanea nel corso degli anni, in alcuni pazienti, porta ad un peggioramento dell'estetica del collo e del terzo inferiore del viso.
Un lifting cervico facciale per risolvere questi inestetismi deve avere delle caratteristiche ben precise: un rapido recupero, cicatrici posizionate in aree non visibili ed un risultato naturale.

Indicazioni post-operatorie specifiche:

• Avrà una medicazione a turbante, posizionata in sala operatoria, per 2-3 giorni poi sostituita da una più leggera.

• Sarà dimesso/a dopo una notte di degenza, potrebbe sentirsi debole per 2-3 giorni. Questa sensazione è normale, legata ad una reazione del nostro organismo all'anestesia.

• Potrà lavarsi i capelli dalla 4 giornata, le consigliamo di non sottoporsi a trattamenti aggressivi come permanente o colorazioni per 4 settimane dall'intervento.

• La rimozione delle suture avverrà entro 10 giorni, durante i controlli ambulatoriali. Questa procedura è indolore quindi non se ne preoccupi eccessivamente.

• Per le prime 2 settimane dopo l'intervento dorma con almeno 2 cuscini sotto la testa, di schiena o di lato. Questo aiuta a drenare i gonfiori. Non dorma a pancia in giù, l'edema potrebbe peggiorare.

• Non fumare per 2-3 settimane prima e dopo l'intervento

• Potrà avvertire deficit di sensibilità (come una sensazione di anestesia parziale) in alcune parti del viso nei primi periodi dopo l'intervento. In alcune settimane tutto tornerà nella norma.
• Niente esposizioni solari per 2 mesi o con protezione solare 50+ da rinnovare ogni 2 ore di fotoesposizione




DOMANDE PIÙ COMUNI

E' un intervento doloroso?
Normalmente è un intervento molto ben tollerato dai pazienti, con dolore minimo controllato agevolmente dagli antidolorifici.
Quando potrò tornare al lavoro?
Dopo una settimana verranno rimosse le suture, sarà ancora presente un pò di gonfiore ed ecchimosi lievi ma con un pò di trucco si potrà tranquillamente tornare in società. Il risultato finale con attenuazione delle cicatrici sarà comunque nel giro di qualche mese.
Quanto durerà l'effetto del lifting?
Molti pazienti ci raccontano che il lifting del volto li rende più giovani di 10 anni. Dopo l'intervento il paziente continuerà ad invecchiare alla stessa velocità precedente e alcuni pazienti dopo altri 10-12 anni richiedono una correzione del risultato.

Lifting del sopracciglio

In tempi recenti, sempre di più, l’attenzione si focalizza sui trattamenti per la correzione della caduta del sopracciglio nell’invecchiamento.

Infatti molte richieste di interventi palpebrali mettono in luce la difficoltà di risolvere l’inestetismo solo con l’intervento di blefaroplastica.

Il ruolo del chirurgo plastico moderno è informare il/la paziente circa le possibilità e la necessità di agire anche a livello sopraciliare per un risultato estetico migliore e gradevole.

L’obbiettivo di ogni approccio a questo livello si basa sulla possibilità di riposizionare il sopracciglio ptosico diminuendo al contempo le rughe sovrastanti.

L’invasività di tale approccio si decide nel colloquio con il paziente, da procedure ad invasività minima, ambulatoriali mediante l’utilizzo della tossina botulinica a procedure chirurgiche vere e proprie con incisioni intraciliari o nel capillizio per la risospensione statica dell’area anatomica interessata.








Correzione cicatrici ed inestetismi

In alcuni casi le cicatrici , pur non lasciando degli esiti funzionali, possono presentare deficit estetici,riguardo il colore, il rilievo, la larghezza etc…; il consiglio di un chirurgo plastico è utile per delineare quali strategie adottare per migliorarne e ridurne il più possibile l’impatto estetico.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Il lipofilling nelle cicatrici richiede cicatrici stabilizzate o ancora attive?
Per quello che riguarda la nostra esperienza preferiamo sicuramente trattare cicatrici stabilizzate, non più attive. Nella fase attiva i normali presidi come il silicone in gel o cerotto rappresentano ancora la migliore scelta.


Gluteoplastica

La regione glutea da sempre è sinonimo di femminilità, seduzione.
La richiesta di modellamento di tale regione è sempre più in aumento anche grazie alle moderne soluzioni proposte.
Attualmente il trattamente più moderno si basa sull'utilizzo del proprio tessuto adiposo (grasso) con un rimodellanto della zona intorno ai glutei per aumentarne e valorizzarne il volume.
Il lipofilling è un metodo naturale, sicuro, e che non comporta rischi di allergie, utile per dare maggior definizione ad alcune zone corporee come il gluteo.
Attraverso questa metodica è possibile estrarre il grasso aspirandolo da zone come le cosce o l'addome, o da qualunque altra sede di prelievo disponibile, per poi trasferirlo nella regione glutea.
Il grasso reimpiantato permane, per tutta la vita, nelle aree trattate: dal momento che si utilizzano le proprie cellule staminali presenti nel tessuto adiposo, non si possono sviluppare reazioni allergiche.
L'intervento di lipofilling si esegue in sala operatoria se le zone da trattare, ad esempio il gluteo, necessitano di notevoli volumi di tessuto adiposo e la contestuale liposuzione di prelievo viene eseguita in diverse zone. In questo caso, l'anestesia sarà sedazione o generale.
Il prelievo di grasso per il lipofilling del gluteo viene generalmente eseguito in associazione alla liposcultura. Nella maggioranza dei casi, per ottenere un aumento di volume del gluteo è necessario prelevare un abbondante quantitativo di tessuto adiposo, poiché mediamente un aumento del gluteo si effettua con 200-500 cc di grasso per lato. Per questo motivo le pazienti candidate a questo intervento dovranno avere come presupposto l'indicazione a una liposuzione per il prelievo del tessuto adiposo necessario. Quindi l'effetto duplice sarà quello di ridurre le zone con eccesso adiposo e aumentare contestualmente il volume del gluteo. Il Dr. Bollero esegue uno studio pre-operatorio del corpo della paziente per stabilire perfettamente le zone da correggere con la liposuzione e quelle da correggere con il lipofilling per sollevare il gluteo.
Solitamente l'intervento viene eseguito in regime di day-hospital.
I tempi di recupero delle normali attività fisiche non vengono allungati a causa di edemi e gonfiori.
La ripresa dell'attività sociale prevede il riposo di una settimana per le aree sottoposte al prelievo, che di solito sono le cosce, i fianchi, le ginocchia e l'addome. Per questo saranno limitate per una settimana le lunghe camminate gli sport e gli sforzi. Il ritorno all'attività sportiva può avvenire tra la 3° e 4° settimana. Non ci sono limitazioni nell'alimentazione. I dolori in genere non sono presenti e possono comunque essere ben controllati dai farmaci.
Le limitazioni ai movimenti sono dipendenti dalle sedi e dai volumi di prelievo.
L'unico problema o discomfort sarà la limitazione al sedersi per circa 1 mese...non significa stare sempre in piedi ma occorre pensare che in posizione seduta si va a comprimere la zona trattata...bisogna quindi trovare il giusto compromesso.








Ringiovanimento mani

Il ringiovanimento delle mani è una metodica sempre più richiesta in chirurgia plastica. Nel corso degli anni, il tessuto sottocutaneo diminuisce e, nelle estremità, porta a un effetto di invecchiamento magari maggiore rispetto al resto del corpo. La pelle perde elasticità e si assottiglia, sviluppando aree con depressioni evidenti.
Tecniche sempre meno invasive come il lipofilling hanno permesso il trattamento di tale inestetismo. Il tessuto adiposo prelevato nella stessa paziente in altre aree viene adeguatamente preparato e reinnestato sulle mani, colmando i deficit volumetrici presenti.
Il grasso iniettato ha la duplice funzione di generare un ispessimento del tessuto sottocutaneo (per fornire supporto strutturale alla cute) e di essere fonte di cellule staminali, dalle potenti capacità rigenerative.
L'intervento avviene in blocco tronculare (anestesia periferica) e blanda sedazione, in regime ambulatoriale e con rapido recupero.
Il ringiovanimento che si ottiene è molto apprezzato dalle pazienti.







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