+39 3479069444


La Medicina Estetica ha come obiettivo quello di migliorare e prevenire gli inestetismi del volto mediante l’impiego di trattamenti specifici e mirati. Possiamo definirla come la medicina della bellezza e del benessere poiché “curare” l’aspetto esteriore o correggere un inestetismo che provoca disagio, contribuisce a mantenere un adeguato equilibrio psico-fisico.








Tossina Botulinica

"Non credo affatto nel matrimonio, il Botox invece funziona sempre"

Samantha Jones - "Sex and the city- The movie"

Il recente chiarimento legislativo permette l’utilizzo della tossina botulinica nel ringiovanimento del terzo superiore del volto. Attraverso semplici iniezioni sottocutanee, in regime ambulatoriale, è possibile ridurre transitoriamente ma in maniera significativa le rughe glabellari, frontali e perioculari. Oltre a trattamenti di tipo estetico, la tossina botulinica permette di trattare anche problematiche di ipersudorazione localizzata (iperidrosi).

La tossina botulinica è un farmaco...sicuro, ben studiato ed utilizzato per altre applicazioni in medicina...come nella distonia muscolare e bruxismo, nella cura della depressione, nel trattamento delle cicatrici, nell' iperidrosi, nell'emicrania, nell'incontinenza urinaria

Ormai in commercio ve ne sono diversi...quale scegliere? Nessuno è in assoluto meglio di un'altro e il medico con la sua esperienza che fà la differenza.




DOMANDE PIÙ COMUNI:

Potrei utilizzare un filler al posto del botulino per le mie rughe?
Le rughe trattate con il botulino sono rughe dinamiche, del terzo superiore del viso, cambiano e si evidenziano con la mimica. Come una fisarmonica le rughe si muovono e si accentuano con i movimenti. Solo riducendo il movimento (bloccando la fisarmonica) possono migliorare significativamente. L'utilizzo di un filler da solo in tali rughe non dà risultati buoni muovendosi il gel con il movimento muscolare. In caso di rughe molto profonde dopo aver effettuato la tossina botulinica il segno può essere ancora visibile con riduzione movimento ed allora l'utilizzo del filler permette un risultato ottimale.
Quanto dura l'effetto della tossina botulinica?
L'effetto è transitorio, tra i 3 e i 6 mesi. Mediamente la maggior parte dei pazienti è in un range intorno ai 5 mesi. Comunque, dopo tale periodo, gli effetti del Botox sono completamente spariti e per riottenerli occorre una nuova seduta.
L'utilizzo di antibiotici potrebbe alterare l'efficacia della tossina?
Il trattamento con la tossina botulinica non richiede la somministrazione di antibiotici. Nel caso il paziente sia già in trattamento, gli antibiotici non interferiscono con il risultato.
Il Botox può alzare il labbro?
In casi selezionati, la tossina botulinica a concentrazioni minime può essere utilizzata per sollevare gli angoli della bocca. Ma occorre avvertire il paziente che potrebbe avere un transitorio deficit in particolari situazioni come fischiare, suonare uno strumento a fiato etc.
L'effetto del botulino è naturale o "paralizzante"?
Il risultato della tossina botulinica è operatore dipendente. Il prodotto viene utilizzato per attenuare le rughe e non per dare visi inespressivi. Il chirurgo plastico moderno vuole risultati naturali per la massima soddisfazione delle pazienti.
Dopo il trattamento possono residuarmi delle rughe?
Innanzittutto dipende dal tipo di rughe da trattare, rughe profonde richiedono trattamenti ripetuti nel tempo per un'importante attenuazione. Inoltre la tossina agisce su rughe dinamiche ma non su quelle statiche cioè presenti a riposo. Per queste rughe l'utilizzo di filler a base di acido ialuronico permette una correzione più stabile. Comunque l'utilizzo costante nel tempo della tossina botulinica porta ad un atrofia dermica che permette anche un'attenuazione delle rughe statiche.
Nella giornata del trattamento cosa devo fare?
Dopo il trattamento rimarrà arrossata per poche ore nelle aree interessate dalle iniezioni. Normalmente non vi sono grossi rischi di ematomi e/o ecchimosi. Riguardo ai comportamenti da adottare nell'immediato il messaggio è che "il botulino deve stare dove è stato iniettato" per cui, per 2-3 ore, niente massaggi, niente compressioni (cuffie o caschi), evitare di sdraiarsi e per favorire la penetrazione sono utili qualche smorfia con il coinvolgimento dei muscoli della zona interessata. Il giorno successivo potrà riprendere le sue attività tranquillamente e senza segni esteriori.
L'effetto è immediato?
No, l'effetto si manisfesta dopo 5-7 giorni.
Il Botulino può avere un effetto preventivo nell'insorgenza delle rughe?
Effettivamente, dagli USA arriva un nuovo trend, l'utilizzo del botulino per prevenire l'insorgenza delle rughe in regione frontale, glabellare e perioculare. Quindi non solo più un trattamento per attenuarle. La fisiologia intorno ai trattamenti con tossina botulinica è ormai nota, si basa sul blocco temporaneo della trasmissione nervosa a porzioni muscolari ben definite, responsabili della formazione delle rughe d'espressione. Secondo l'American Society for Aestethic Plastic Surgery, iniziare i trattamenti con il Botulino ai primi cenni di rughe d'espressione, permette di diminuire la richiesta nel futuro, prevenendo l'insorgenza e l'approfondirsi di nuovi segni d'invecchiamento ed allungando al contempo i periodi tra un trattamento e l'altro Per approfondimenti: link
Il Botulino può essere utile per la sudurazione eccessiva?
La sudorazione eccessiva può essere fonte di grande disagio sociale, imbarazzo ed isolamento. La soluzione a questa delicata e fastidiosa problematica viene attualmente raggiunta in maniera efficace e poco dolorosa grazie ad un trattamento molto meno invasivo della precedente soluzione chirurgica. Una seduta di infiltrazione, nella zona interessata, di tossina botulinica permette la disattivazione delle ghiandole sudoripare e conseguentemente la cessazione dell'iperidrosi. Il trattamento raggiunge la sua efficacia dopo 3-5 giorni dalla seduta, mantenendosi stabile per un periodo di circa 8-10 mesi. Non esistono particolari controindicazioni ed il paziente potrà subito riprendere la propria vita quotidiana. L'eccessiva sudorazione alle ascelle è il tipo più comune d'iperidrosi ma il problema può interessare anche le mani o i piedi. Il problema diventa critico nel periodo estivo. Si consiglia per questo motivo di sottoporsi al trattamento nel periodo antecedente ai mesi “caldi” per poter beneficiare del risultato.
Il Botulino migliora la pelle?
Un nuovo studio scientifico dimostra come l'utilizzo estetico della tossina botulinica porti ad un miglioramento dell'elasticità e plicabilità cutanea delle aree interessate dalle iniezioni. I ricercatori canadesi hanno elaborato uno studio con lo scopo di dimostrare come mai dopo trattamenti ripetuti di tossina botulinica la pelle sembra migliore e si ha una progressiva riduzione delle rughe stesse. Hanno arruolato a tale scopo 48 donne, con età media 55 anni, trattandole con tossina botulinica a livello glabellare e delle "zampe di gallina". Nei controlli successivi al trattamento hanno evidenziato un significativo miglioramento nel tempo della plicabilità e dell'elasticità cutanea Questo studio dimostra che l'effetto della tossina non è solo sul muscolo trattato ma vi sono anche alterazioni biochimiche della cute responsabili del risultato estetico. La durata dei cambiamenti cutanei è di circa 4 mesi nella glabella e di 3 negli altri distretti studiati. Tutto ciò continua a dimostrare la sicurezza della tossina botulinica in estetica insieme alla gradevolezza del risultato percepito dai pazienti. "Alterations in the Elasticity, Pliability, and Viscoelastic Properties of facial skin after injection of Onabotulinum toxin A" - Bonaparte JP, Ellid D - JAMA Facial Plast Surg 2015 May 21


Ripristino dei Volumi e Correzione Rughe

Attraverso l’uso di materiali riempitivi (“fillers”) riassorbibili a base di acido ialuronico si possono correggere le deformità del contorno faciale come rughe e pieghe o rimodellare strutture come ad esempio gli zigomi.L'evoluzione dei materiali ha portato all'utilizzo di filler sempre più sicuri e con una durata della correzione maggiore che in passato.

Il chirurgo plastico moderno ricerca l’armonia delle forme con risultati naturali, piacevoli, senza stravolgimenti dei contorni.

Ma ogni età può avere il proprio trattamento con acido ialuronico? Generalizzando, è possibile!

A 20 anni, alcune pazienti possono presentare labbra sottili e un possibile approccio può essere il loro ingrandimento. Labbra piene e turgide sono espressione naturale di comunicazione, sensualità e seduzione. Per questo tipo di correzione sono stati sviluppati filler a base di acido ialuronico specifici, che si differenziano in termini di morbidezza e naturalezza. L’aggiunta di anestetico locale al loro interno permette inoltre una riduzione del dolore durante il trattamento.

A 30 anni una proposta può essere la biorivitalizzazione. E’ una metodica moderna e innovativa per prevenire i primi segni dell'invecchiamento cutaneo. Favorisce il benessere e l’equilibrio della pelle mediante l’utilizzo di acido ialuronico liquido, usato come biostimolante e non come riempitivo.

A 40 anni possono comparire le prime rughe, magari lineari, come ad esempio le nasogeniene. La ruga viene vista come un fiume e il nostro filler di acido ialuronico andrà a riempirne il letto riducendone la profondità e la linea d’ombra.

A 50 anni si possono associare anche deficit di volume, che possono creare inestetismi e disarmonia. Esistono quindi filler a base di acido ialuronico specifici per i volumi volti a ottenerne un aumento correggendo le depressioni del volto. Ogni trattamento volumetrico non mira agli eccessi (tanto temuti dai pazienti per la loro scarsa naturalezza) ma alla correzione delle depressioni riportandole alle condizioni di partenza.

A 60 anni e più, i cambiamenti possono interessare anche le strutture più profonde, sia muscolari che ossee. Ad esempio a livello della guancia, si possono formare antiestetici segni verticali, anche profondi, provocati dal collasso dei tessuti in caso di dimagrimento o asportazione di elementi dentari.

Le “rughe del palloncino sgonfio” (definite cosi per spiegarne la causa volumetrica) non rispondono all’utilizzo di un filler direttamente sulle stesse ma scompaiono incrementando il volume dell’area interessata, rigonfiando insomma il palloncino.

Questa divisione per età, anche se generica, permette di capire che il chirurgo plastico moderno potrà fornire risposte differenti grazie alla propria professionalità e alla conoscenza dei nuovi prodotti.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Quali sono i filler più comunemente utilizzati?
I filler più utilizzati sono a base di acido ialuronico, sono riassorbibili, sicuri ed efficaci. I filler permanenti sono ormai altamente sconsigliati per via delle problematiche che potrebbero generare a lungo termine (granulomi, ascessi etc.) La rimozione di un filler permanente, quando possibile, è sempre chirurgica. In casi selezionati, il lipofilling cioè l'utilizzo di tessuto adiposo della paziente stessa opportunamente preparato, può dare risultati di lunga durata.
Quando vedrò i risultati del trattamento?
Con quasi tutti i filler, il risultato è immediato. Vi sarà sicuramente un lieve gonfiore (edema) e la possibilità di piccole ecchimosi ma, nella stessa giornata, il risultato sarà già valutabile. Dopo 1 settimana l'edema sarà passato completamente e si potrà valutare la necessità di un ritocco. Infatti l'approccio di un professionista saggio è sempre quello di evitare over-correzioni, anche per l'impossibilità di rimuovere il filler. Sempre meglio ritornare per un piccolo ritocco che avere l'impaccio estetico, per alcuni mesi, di un over-trattamento.
Con che anestesia avrò l'impianto di un filler?
La tecnologia ha aiutato a risolvere questo problema con fillers aventi l'anestetico locale al loro interno. Questi prodotti danno miglior comfort alle paziente con la soglia del dolore bassa o in aree particolarmente dolorose (labbra ad es.). Molte altre volte i filler vengono utilizzati senza alcun tipo di anestesia vista anche la scarsa efficacia delle crema topiche anestetiche. I blocchi nervosi con anestetico locale, infine, non sono consigliati per via del fatto che possono non permettere correzioni precise per via dell'edema conseguente.
Sono dimagrita, il viso si è svuotato, in particolare sulle guancie. I filler possono migliorarmi? Non riesco più a vedermi cosi
I deficit di volume nel viso, oltre a creare inestetismi e disarmonia, possono provocare la formazione di particolari rughe. Ad esempio, a livello della guancia, si possono formare antiestetici segni verticali, anche profondi, provocati dal collasso dei tessuti in caso di perdite volumetriche nel caso di dimagrimento o asportazione di elementi dentari. Le “rughe del palloncino sgonfio” (definite da me in questo modo per spiegarne la causa volumetrica) non rispondono all’utilizzo di un filler direttamente sulle stesse ma scompaiono incrementando il volume dell’area interessata, rigonfiando insomma il palloncino. Ogni trattamento volumetrico non mira agli eccessi, agli aumenti (tanto temuti dai pazienti per la loro scarsa naturalezza) ma alla correzione delle depressioni riportandole alle condizioni di partenza. Da un’area MENO si cerca l’UGUALE, mai il PIU’. I moderni filler in commercio si sono evoluti per dare soluzioni appropriate a seconda della richiesta e i recenti filler a base di acido ialuronico per la correzione dei deficit di volume rispondono in maniera perfetta a questi inestetismi con risultati anche sorprendenti sulla durata del prodotto. Quindi il chirurgo plastico moderno possiede tutti gli elementi per un corretto inquadramento e un’adeguata soluzione con i migliori materiali (filler volumizzanti a base di acido ialuronico) presenti sul mercato. La visita diventa un momento fondamentale per la preparazione al trattamento permettendo di superare incomprensioni e paure. Questo approccio permette la massima soddisfazione della paziente trattata. Come successe a Silvia, che si presentò presso il mio studio richiedendo la rimozione di un’unica fastidiosa ruga verticale sulla sua guancia. Silvia era semplicemente dimagrita nell’ultimo periodo, con il risultato di una perdita di volume a livello delle guance. Ricordo ancora lo stupore nei suoi occhi quando le proposi una correzione volumetrica dell’area senza trattare direttamente la ruga ma al contrario volumizzando l’area intorno a questa. Mi viene alla mente anche la grande gioia espressa per la correzione ottenuta, sia in termini di risultato che di durata. In medicina estetica, come in chirurgia plastica, ricercate sempre un mix di azioni vincenti per la vostra massima soddisfazione. Insieme alla professionalità del medico, alla sua capacità di identificare il problema e di informarvi con precisione sulle scelte proposte anche la conoscenza del materiale utilizzato diventa fondamentale non solo riguardo la composizione primitiva del filler (l’acido ialuronico rimane la prima scelta per sicurezza e affidabilità) ma anche sulla scelta della formulazione adeguata alla risoluzione dell’inestetismo.
I filler possono essere utilizzati per correggere cicatrici del volto?
In casi selezionati, le cicatrici depresse del volto possono essere trattate con materiali riempitivi. I filler (sempre riassorbibili) possono essere impiegati in una prima fase, per permettere al paziente di valutare se la correzione lo soddisfa. Nel caso si voglia ottenere un risultato più duraturo, il lipofilling permette correzioni più stabili nel tempo.
Dopo l'impianto sarò gonfia? Avrò ecchimosi? Ematomi?
Il gonfiore, le ecchimosi, gli ematomi non sono prevedibili. Potrà avere un lieve gonfiore per alcuni giorni per via anche della tendenza dell'acido ialuronico a richiamare liquidi che si risolverà in un paio di giorni. Le ecchimosi e gli ematomi sono veramente imprevedibili e potrebbero essere difficili da mimetizzare con il trucco nei primi giorni. Per diminuire il rischio è importante non assumere aspirina o FANS la settimana prima del trattamento. Normalmente però il recupero dopo un filler è rapido e senza grossi problemi con alta soddisfazione dei pazienti trattati ma è importante che si sia preparati ad eventualmente gestire qualche piccolo impaccio.


Biorivitalizzazione

Restituire alla pelle idratazione e tonicità, ridare alla carnagione il suo aspetto naturale. Il processo di invecchiamento infatti prevede la diminuzione della consistenza dei tessuti; attraverso iniezioni intradermiche si ripristina un adeguato spessore del derma, migliorando la qualità tissutale, la luminosità e riempiendo zone di depressione. I livelli naturali di acido ialuronico diminuiscono nel tempo, soprattutto sul viso, collo, mani, decolte’. La biorivitalizzazione permette il ripristino di un’idratazione adeguata con un mantenimento del tono e della elasticità cutanea ed il ripristino di un aspetto luminoso, liscio e giovane.

Si tratta di semplici sedute ambulatoriali con minima invasività e rapido recupero.

La biorivitalizzazione è una metodica moderna ed innovativa per prevenire e combattere i segni dell'invecchiamento cutaneo. Agisce sui punti deboli della pelle favorendo il benessere e l’equilibrio della stessa. La tecnica consiste nell'iniettare, mediante aghi sottilissimi a livello del derma superficiale, sostanze perfettamente biocompatibili e totalmente riassorbibili, le quali stimolano le varie funzioni della pelle favorendo, oltre che un riequilibrio della normale fisiologia, anche uno stimolo ed una riattivazione del derma, ovvero la parte più vitale della cute. I prodotti in commercio usati come biorivitalizzanti attualmente, sono in numero sempre crescente. È tuttavia sempre attuale l'acido ialuronico liquido, usato come biorivitalizzzante e non come riempitivo. Numerosi studi, infatti, hanno messo in evidenza che il contenuto cellulare di questa sostanza, si riduce gradualmente con l'età; grazie ai trattamenti di biorivitalizzazione cutanea combinati con prescrizione di creme specifiche, utilizzando preparazioni di acido ialuronico naturale, esso sarà in grado di legare quantità d'acqua da 40 a 70 volte superiori rispetto al suo peso, si riesce così a ridare alla cute quel senso di freschezza e turgore cutaneo che viene richiesto. Altri prodotti usati come rivitalizzanti sono le miscele di aminoacidi da soli od in combinazione con acido ialuronico. Si combinano quindi due azioni, quella idratante dell’acido ialuronico, alla quale si aggiunge il potere stimolante degli aminoacidi, che portano ai fibroblasti il substrato nutritivo per formare le nuove molecole di collagene e acido ialuronico.




DOMANDE PIÙ COMUNI

Come viene effettuato il trattamento?
Dopo aver struccato e deterso la cute, le iniezioni intradermiche, possono essere eseguite con aghi sottilissimi. Il principio attivo puo' essere iniettato con velocita' e profondita' variabile, in relazione alle necessita', e viene avvertito in maniera minima dal paziente che, in genere, riferisce solo una sensazione di leggero bruciore. I pomfi, dopo l’iniezione possono rimanere visibili per 2-3 ore, cosi' come l’eritema o l’eventuale edema. A livello del collo e del decollete' i segni possono essere visibili piu' a lungo. La seduta di trattamento dura in genere 10-15 minuti. Da subito, il paziente puo' comunque truccarsi per nascondere l’eventuale lieve gonfiore e le eventuali piccole ecchimosi.
Quando e' indicato effettuare trattamenti di biostimolazione?
In campo estetico la biostimolazione puo' essere vantaggiosamente impiegata per il trattamento dell’invecchiamento cutaneo. Le rughe non vengono corrette in maniera diretta ma si ha un viso più tonico, un minimo effetto lifting e più luminosità della cute. Come dico sempre "...le sue amiche la vedranno e le diranno...ti vedo bene, come sembri riposata ed invece lei è stanca come prima ma l'effetto della biorivitalizzante avrà avuto il suo effetto. Al termine della biorivitalizzazione possono essere associate altre procedure di ringiovanimento come i peeling o i filler riassorbibili.
Quanti trattamenti sono necessari?
Il protocollo di applicazione, in genere, prevede 1 sessione settimanale per 3-4 settimane per un totale di 3 sedute. Le sessione di richiamo (1 sola seduta) vengono stabilite in base alle condizioni della cute del paziente ed è la paziente stessa a dettare i tempi. Ovvio è che passati più di 8-12 mesi occorre riiniziare dal ciclo di attacco di 3 sedute.
Cosa fare al termine del trattamento?
La paziente, da subito, puo' truccarsi e, a casa, puo' utilizzare i suoi prodotti usuali o, se necessario, quelli consigliati dal medico. Gia' dalle prime sedute e' possibile osservare un miglioramento della texture e della compattezza della cute e un maggior turgore e luminosita'.
Ci sono controindicazioni alla biorivitalizzazione?
La sostanza è totalmente riassorbibile e non dà problemi di allergia. Può essere associata ad altri trattamenti come filler a base di acido ialuronico reticolato per prolungarne l’effetto correttivo. La procedura non lascia generalmente segni e gli eventuali arrossamenti, dovuti alle iniezioni, passano in poche ore e l'indomani non si hanno segni visibili. In più essendo una metodica molto superficiale è molto difficile che possano comparire ematomi o ecchimosi.
Con l'arrivo dell'estate si può fare la biorivitalizzazione?
Con l'arrivo dell'estate, la pelle va curata nonostante la voglia di sole e mare. Infatti il sole può essere dannoso ed accelerare l'invecchiamento cutaneo accentuando le rughe. Per evitare i danni dei raggi pericolosi occorre ricordarsi di fotoproteggersi durante l'esposizione (creme solari ad alta gradazione 50+ per il sole più forte o per evitare macchie solari), rinnovando la protezione ogni 2-3 ore. Ma oltre la protezione con filtri si sono affacciate nel mondo della chirurgia e medicina estetica nuove metodiche che fortificano in profondità gli strati epidermici. Grazie a trattamenti con acido ialuronico, l'epidermide resta idratata a lungo, mitigando in maniera significativa i danni che il sole può provocare. Infatti i raggi solari disidratano la pelle, la danneggiano e accentuano piccole imperfezioni e rughe. L'uso di creme protettive è molto importante ma un nuovo approccio si basa sulla prevenzione della disidratazione mediante trattamenti biorivitalizzanti pre-esposizione. L'effetto della biorivitalizzazione con acido ialuronico e biostimolanti cutanei è, in sintesi, un rassodamento dell'epidermide, per l'effetto di richiamare liquidi dell'acido ialuronico stesso ed un miglioramento della texture cutanea per via dei biostimolanti.


Aumento Volumetrico Labbra

Le labbra insieme agli occhi sono punti essenziali nella bellezza di un individuo. Fin dai tempi antichi, gli Egiziani avevo sviluppato tecniche di valorizzazione come primitivi make-up

Le labbra sono comunicazione, sensualità e molte donne ultimamamente richiedono trattamenti per aumentarne il loro volume e la loro definizione. Per questo si sono sviluppati filler a base di acido ialuronico specifici per questo scopo in termini di morbidezza e naturalezza. In più l’aggiunta di anestetico locale all’interno della siringa permette una riduzione del dolore rendendo il fastidio per la paziente assolutamente minimo.

 




DOMANDE PIU' COMUNI

A che età si può effettuare il trattamento?
Sempre più donne richiedono trattamenti per aumentarne il loro volume e ridefinirne il contorno. Alcune pazienti presentano labbra sottili sin dalla giovinezza, un altro gruppo invece mostra i segni dell’avanzare dell’età, con una diminuzione di volume e proiezione delle labbra. Il desiderio della donna, di qualunque età, è un labbro pieno, morbido, ben definito ma non over-corretto e con trasformazioni radicali e “artificiali”
Passano gli anni e le mie labbra diventano più sottili. E' solo una mia impressione?
E' vero, in tutte le donne nel corso degli anni le labbra diventano più sottili e perdono le loro curve. Il labbro superiore diventa piatto nel tempo. Possono comparire rughe al di sopra, radiali, il cosidetto "codice a barre" dovuta a assotigliamento del sottocute e perdita di elasticità. Nell'uomo questa situazione è meno evidente per via dei follicoli piliferi che mantengono la cute più tesa. Il labbro inferiore così come il mento perdono volume nel tempo. Ecco che diventa chiaro l'importanza della correzione volumetrica con acido ialuronico
Ma siamo sicuri che non vengano troppo grosse?
Le pazienti giungono sempre nel mio studio con un grosso conflitto interiore tra la voglia di sottoporsi alla procedura e la paura di avere risultati poco naturali complici anche le immagini di personaggi dello spettacolo con labbra eccessive. La maggiore paura, è infatti l’ipercorrezione. L’obiettivo di un chirurgo plastico moderno è creare un rimodellamento delle labbra naturale e armonico per la piena soddisfazione delle sue pazienti. La pianificazione pre-trattamento va quindi individualizzata singolarmente con, come detto, l’obbiettivo di rimodellare labbra sottili e ribilanciare volumi nell’invecchiamento cutaneo.
Che materiale utilizza per aumentare il volume delle labbra?
Il mio primo approccio oltre a tranquillizzare la paziente sui risultati, sfatare qualche diceria, è descrivere i materiali. Per la sua sicurezza, affidabilità e morbidezza, il miglior materiale volumizzante per le labbra è sicuramente l’acido ialuronico. Per ottenere i risultati voluti, lo specialista ovviamente deve conoscere molto bene l’anatomia della zona per iniettare il materiale mantenendo le proporzioni ideali, definendo e valorizzando la forma ma non modificando nei piani corretti il labbro in maniera evidente. L’area peribuccale ha infatti caratteristiche peculiari sia in termini di tessuto che di mobilità, il filler dovrà integrarsi perfettamente con l’area per non essere percepibile sia a riposo che con i movimenti della bocca. Non occorre solo riempire le labbra ma diventa fondamentale un’analisi delle particolarità anatomiche da valorizzare senza trasformarne le caratteristiche anatomiche. Dal punto di vista anatomico infatti, il muscolo orbicolare della bocca (o “muscolo del bacio”) crea una buona parte del volume del labbro.
Potrò ancora mettere il rossetto?
Certo, nella valorizzazione del risultato finale avrà comunque un ruolo la paziente stessa con la possibilità di applicare cosmetici come contorno labbra o rossetti che permettono di aumentare l’effetto ottico della volumizzazione
E' un trattamento doloroso?
La tecnologia recentemente ha contribuito a diminuire il dolore del trattamento con fillers, aggiungendo anestetico locale al loro interno. Questi prodotti danno miglior comfort ai pazienti aventi la soglia del dolore bassa e/o durante il trattamento di aree particolarmente dolorose. In generale però è da chiarire che i filler sono utilizzati senza alcun tipo di anestesia sia perché le creme topiche anestetiche sono scarsamente efficaci sia perché i blocchi nervosi, eseguiti mediante l’infiltrazione di anestetico locale, non sono consigliati poiché l’edema che si crea dopo l’iniezione non permette di eseguire correzioni precise.
Dopo il trattamento cosa devo fare?
Personalmente consiglio alle pazienti di applicare sulle labbra una crema antinfiammatoria specifica, evitando nelle prime 24 ore rossetti e lucida labbra. Nei primi sette giorni dopo trattamento sconsiglio di massaggiare eventuali irregolarità. Molto spesso piccoli noduli possono essere legati al gonfiore post seduta. Inoltre bisogna evitare di esporsi a caldo o freddo intenso per due o tre giorni (sauna o bagno turco ad esempio).


Laser

Tecnologie d’avanguardia, sempre più raffinate per usi specifici e sicuri come l’asportazione di formazioni vascolari (angiomi) e per l’epilazione. L'utilizzo in regime ambulatoriale permette una rapida correzione di piccoli inestetismi vascolari, normalmente in un'unica seduta mentre trattamenti più prolungati nel tempo sono necessari per la laser-epilazione.









Fili

Una novità nel capitolo della Medicina Estetica è l’utilizzo di fili riassorbibili.

Esistono 3 tipi di fili a seconda delle loro caratteristiche:

1- Fili lisci o di biostimolazione

Dalla Corea  recentemente sono stati introdotti fili di biorivitalizzazione in PDO (Polidioxanone). Questi fili, già largamente utilizzati come sutura in chirurgia plastica, sono introdotti nel corpo con aghi sottilissimi.

Il trattamento è di tipo ambulatoriale, senza incisioni e permette di ottenere, con l’aumento della proliferazione di collagene, il sostegno e la stimolazione dei tessuti lassi, un minimo effetto tirante (soft-lifting).

L’effetto quindi, in questo caso, non sarà legato alla tensione o alla trazione dei fili ma alla loro stessa presenza che stimolerà la cute fornendo elasticità, vitalità e maggiore luminosità.

2- Fili di sospensione

I fili di sospensione sono una variante dei fili lisci, con piccole zigrinature per favorire l'adesione ai tessuti. Sospendono cosi la caduta dei tessuti e sono impiegati in lassità cutanee lievi/medie.

3 -Fili di trazione

Da anni si parla di fili inseriti per trazionare i tessuti ma il loro inserimento sul mercato è stato lento e con alterni risultati.

Utilizzati in lassità cutanee maggiori, ad oggi i fili di trazione, seppure riassorbibili, presentano ottimi risultati seppur con alcune problematiche legate al loro utilizzo, non ultimo l’accumulo temporaneo di cute a monte dell’area trazionata che crea un inestetismo difficile da mascherare.

 




DOMANDE PIU' COMUNI

In cosa differiscono i fili lisci dalla biorivitalizzazione con acido ialuronico?
La biostimolazione con fili permette di concentrare l’azione su aree specifiche del corpo, come ad esempio la regione zigomatica o l’angolo mandibolare creando una sospensione dei tessuti oltre all’effetto biostimolante. Allo stesso tempo è maggiormente versatile nelle aree d’impiego, potendo essere utilizzato anche in aree corporee diverse dal viso come le braccia e le gambe. Inoltre un trattamento non esclude l’altro anzi i fili PDO potenziano la durata di altre procedure estetiche come la biorivitalizzazione (“ho migliorato la qualità della mia pelle ma ho ancora una leggera caduta all’angolo mandibolare”) o i filler (“ho raggiunto un buon grado di riempimento oltre al quale inizierebbe il risultato un po’ finto ma la cute dello zigomo non è ancora ben tesa”
In cosa consiste il trattamento?
Il trattamento consiste nell’inserimento di fili mediante l’utilizzo di aghi ipodermici sottili, all’interno dei quali è contenuto il filo stesso. L’ago diventa quindi un semplice vettore per il rilascio. I fili possono essere posizionati a formare un reticolo, una sorta di impalcatura sottocutanea (fili lisci) oppure una sospensione/trazionie con fili disposti parallelamente a seconda del nostro piano di trattamento. In questo ultimo caso i fili hanno piccole zigrinature o ancorette per facilitare la tenuta. Anche qui potrete venire in studio truccate, le mie assistenti vi rimuoveranno il trucco e disinfetteranno la parte trattata. L’applicazione è praticamente indolore, anche grazie alla qualità degli aghi utilizzati e la paziente non ha bisogno di particolari tempi di recupero. Dopo il trattamento, l’area sarà lievemente arrossata, si potrà percepire la presenza dei fili nel sottocute per qualche giorno senza però un’evidenza estetica degli stessi. La procedura è assolutamente sicura, senza rischi e/o complicanze, l’unico inconveniente potrebbe essere lo svilupparsi di ecchimosi dovuto al fatto che il passaggio dell’ago potrebbe creare piccoli versamenti ematici che comunque si risolvono in pochi giorni. Vi sarà inoltre indicato il tipo di crema antiinfiammatoria/antibatterica da applicare per 2-3 giorni. Si consiglia di evitare attività fisica intensa nella giornata del trattamento. Evitare inoltre l’esposizione solare sino a quando gli eventuali lividi o rossori saranno evidenti.
Quanto dura l’effetto?
Tutti i tipi di fili sono riassorbibili; l’efficacia del trattamento è visibile progressivamente nel tempo per via della stimolazione provocata e raggiunge il massimo dopo 2-3 settimane. Il riassorbimento avviene per idrolisi in circa 6-8 mesi ma l’effetto estetico perdura per 12-18 mesi in quanto non è legato solo al tempo di permanenza del filo ma soprattutto alla stimolazione endogena.


Peeling Chimici

Procedure ambulatoriali per il trattamento di rughe fini, esiti acneici, macchie iperpigmentate, smagliature attraverso l’utilizzo di sostanze esfolianti. Sulla base dell'inestetismo si possono programmare trattamenti ad invasività diversa, con minime o ampie esfoliazioni e con recuperi più o meno rapidi (sempre comunque in pochi giorni). Per migliorare la texture cutanea possono essere consigliati peeling domiciliari, a bassa invasività, sempre però sotto controllo medico periodico.




le domande più comuni

Ma le macchie sono tutte uguali?
Le iperpigmentazioni cutanee (chiamate comunemente macchie) sono fastidiosi inestetismi che possono provocare disagio e che, spesso, sono fonte di richiesta di intervento da parte del chirurgo plastico. Il primo punto, per un corretto approccio, è sempre capire perchè sono comparse e come prevenirne l'insorgenza. Marroni, rosse, rosate, piccole o grandi, singole o diffuse, le iperpigmentazioni sono dovute ad un aumento dei livelli normali di melanina. Allora diviene subito chiaro che la fotoprotezione previene la loro formazione. Ma le "macchie" sono tutte uguali? No, ne esistono tipi diversi con diversi approcci clinici, vediamo quali sono. MELASMA Si evidenzia come macchie di colore chiaro o medio bruno, colpisce principalmente le guancie, i lati del viso, la fronte e sopra le labbra. L'apparenza è di una iperpigmentazione sfumata, magari con diversi spot sulla medesima area, ed è causata da disequilibri ormonali (in gravidanza ad esempio) con associata esposizione solare. Il deposito di melanina è in profondità nel derma. E' molto difficile da trattare con successo per il rischio di recidiva...si lavora molto sulla prevenzione dall'esposizione solare e trattamenti domiciliari con agenti sbiancanti o peeling molto leggeri. In alcuni casi l'iperpigmentazione si risolve spontaneamente con l'interruzione dello stimolo ormonale IPERCHERATOSI ATTINICHE Sono macchie leggermente rilevate, nelle persone adulte/anziane (dette anche Ipercheratosi senili) , nelle aree foto esposte come il viso, il torace e le mani. All'apparenza sono singole, scure, alcune con superficie irregolare, squamosa. In questo caso il trattamento può essere più aggressivo anche se parte sempre dalla fotoprotezione. Nascono infatti come un reazione abnorme all'esposizione cronica ai raggi solari I trattamenti possono essere diversi ma hanno sempre come scopo l'asportazione dell'iperpigmentazione superficiale con esposizione del derma sottostante libero. Dal punto di vista del chirurgo plastico questo possono essere trattate con successo con laser ablativi o con tecnica chirurgica di tipo "shaving" (asportazione tangenziale della macchia). Riguardo alla tecnica chirurgica, il trattamento è di tipo ambulatoriale. In Anestesia locale si procede ad asportazione tangenziale della macchia sino ad un derma libero da pigmentazioni (bianco). Quindi si esegue una lieve diatermo-coagulazione dei vasi dermici superficiali e una medicazione con un crema, garza e cerotto. Le indicazioni a domicilio sono semplici, il/la paziente si può lavare con saponi neutri dopo aver rimosso la medicazione. In seguito dovrà riapplicare la medicazione come in precedenza sino a riepiteizzazione completa (guarigione). Dopo la guarigione residuerà un'area arrossata per almeno 30 giorni, da neo-epidermide, copribile con semplici trucchi. In questo caso la diagnosi differenziale va eseguita rispetto a lesioni precancerogene o cancerogene (come i basaliomi) dove il trattamento è l'escissione chirurgica a tutto spessore e la sutura diretta, con esame istologico del tessuto asportato. La soddisfazione dei pazienti al trattamento è normalmente molto alta, la recidiva viene evitata con attenta educazione all'esposizione solare. IPERPIGMENTAZIONI POST INFIAMMATORIE Rosa, rosse o marroni, possono comparire come piccoli spot ovunque sul viso, sul torace e sul dorso. Sono causate dai processi di guarigione di un'affezione cutanea, in primis dall'acne infiammatorio. Solitamente il colore della pelle torna normale dopo mesi e comunque è necessario evitare trattamenti aggressivi per il rischio di pigmentazioni secondarie. LENTIGGINI O EFELIDI Aumentano con l'esposizione solare, di colorito dal chiaro al bruno. Si presentano in piccoli spot che tendono a confluire, nel viso soprattutto. Non sono macchie stabili in quanto soggette a regressione parziale con la diminuzione dell'abbronzatura. Normalmente si preferisce non trattarle, essendo una caratteristica dei fototipi chiari. Nei casi siano decisamente troppe o non accettate, vi sono trattamenti esfolianti eseguibili come i peeling o i laser. Occorre sottolineare che il rischio di recidiva è alto. Da come si evince da questo elenco, il primo approccio a qualunque tipo di "macchia" è l'educazione al paziente alla corretta esposizione solare. Solo in casi selezionati il chirurgo plastico metterà in pratica approcci maggiormente aggressivi come trattamenti laser o piccola chirurgia. L'adeguatezza della diagnosi dell'iperpigmentazione imposta un corretto trattamento magari non invasivo e rapidamente risolutivo come il paziente normalmente spera. Allo stesso però riduce i rischi di recidive e di iper o ipopigmentazioni secondarie a trattamenti maggiormente aggressivi, difficilissime poi da risolvere. La collaborazione con lo specialista in Dermatologia molte volte diventa per il Chirurgo Plastico fondamentale per un corretto inquadramento e per impostare una corretta strategia curativa.


Trattamento degli inestetismi cutanei

Neoformazioni sessili, fibromi penduli, cheratosi dopo una corretta valutazione pre-operatoria che ne esclude rischi rappresentano per molti un impaccio estetico importante.  Il chirurgo plastico inoltre adotta tutti i mezzi a sua disposizione per ridurre al massimo l’invasività dell’approccio chirurgico e ridurre l'impaccio cicatriziale post-operatorio mediante tecniche ambulatoriali di medicina estetica...dalla diatermo-coagulazione al laser







Il parere dei nostri pazienti



GUARDA TUTTE LE RECENSIONI

Scrivi una recensione




Richiedi un appuntamento


Inviaci un messaggio. Ti ricontatteremo al più presto.