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L'IMMAGINE DI SE' E LA CHIRURGIA PLASTICA

“Quando si cambia il volto a un uomo o a una donna quasi sempre si cambia il suo futuro.
Cambiate la sua immagine fisica e quasi sempre cambierete l’uomo,
la sua personalità, il suo comportamento e talvolta il suo talento e la sua abilità”


Psicocibernetica – Maxwell Maltz 1960

La condizione fondamentale, se si è interessati a un intervento di chirurgia plastica estetica, è essere onesti con se stessi sin dai primi momenti. Tra gli eventuali futuri pazienti esistono due categorie di soggetti definibili come candidati perfetti:

1.
Pazienti con un’immagine di sé ben strutturata,
consci del proprio corpo e che vogliono solo
migliorare chirurgicamente alcune caratteristiche fisiche
per un miglior benessere psico-fisico.

2.
Pazienti con un difetto o malformazione fisica,
che ha diminuito la loro autostima nel tempo.


Come scritto in precedenza, è importante ricordare che la chirurgia plastica crea concomitanti cambiamenti sia nella sfera fisica che in quella interiore ovvero nell’immagine di sé.

Poiché i cambiamenti in seguito ad un intervento chirurgico sono migliorativi, ovviamente, ma permanenti, è importante che il paziente comprenda tale impatto nelle sedute preparatorie.

Se si sta pensando alla chirurgia plastica estetica si devono “capire” il proprio intervento e le regole per un ottimo decorso postoperatorio.



Credenziali del medico

è sempre richiesta la specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, inoltre è importante l’eventuale attività ospedaliera o universitaria e l’accreditamento ad una delle due società scientifiche italiane, la SICPRE (Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) e l’AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica).

Struttura sanitaria dove il professionista opera

Devono essere strutture ufficialmente riconosciute e autorizzate per garantire la sicurezza del paziente stesso.

Informazione su materiali

E’ importante che il paziente venga informato sui materiali e ausilii utilizzati (tipo di protesi ad esempio), che si assicuri della loro qualità comprovata, che siano prodotti da aziende riconosciute e certificate. Inoltre è utile richiedere sempre gli eventuali programmi assicurativi forniti direttamente dalle stesse ditte produttrici.

Consenso informato

E’ consigliabile leggerlo con attenzione e chiarire eventuali dubbi con il proprio medico. Verrà consegnato ovviamente qualche giorno prima dell’intervento per poterlo leggere e analizzare attentamente.

Preventivo costi

Sarà verificato negli incontri preoperatori anche al fine di chiarire le perplessità su eventuali spese aggiuntive finali (extra-letto, notte aggiuntiva, etc.). Ormai è mia abitudine effettuare preventivi con maggiori voci incluse possibili, inserendo ad esempio, trattamenti post-operatori o indumenti specifici, quando questi fanno parte integrante della riuscita finale dell’intervento.

Professionalità e sicurezza hanno un costo

Diffidare di prezzi troppo bassi o di sconti eccessivi, si tratta di un risparmio ad alto rischio, di solito a farne le spese sono la sicurezza, la qualità e l’affidabilità. La chirurgia plastica non è priva di rischi ma possono essere minimizzati utilizzando un abile cocktail di professionalità e sicurezza delle strutture. E’ pertanto necessario che sia eseguita da professionisti specializzati, dotati di esperienza clinica e senso di responsabilità. Per ridurre al minimo eventuali complicanze occorre un’attenta anamnesi del paziente insieme a una corretta pianificazione della terapia post-operatoria ed a chiare indicazioni su come ci si dovrà comportare nei giorni successivi all’intervento. Inoltre il chirurgo deve collaborare con un team esperto e affiatato oltre a operare in strutture qualificate che garantiscano i migliori standard di sicurezza.

Equipe chirurgica

E’ utile informarsi su tutti i membri che la compongono. La chirurgia è un lavoro di team… Ogni membro del gruppo ha particolari competenze che portano al successo finale.

No alla visita gratuita

Attenzione a chi pubblicizza la prima visita gratuita. Questa è fondamentale perché serve allo specialista per ascoltare il paziente, osservarlo ed esaminare la situazione clinica, le esigenze e le possibilità di trattamento. Il medico deve fornire informazioni complete riguardanti l’intervento proposto, alternative terapeutiche, tempi di convalescenza, risultati e possibili complicanze, dando al paziente la possibilità di fare domande. Il costo della visita non può essere valutato esclusivamente sul tempo richiesto ma è frutto di anni di esperienza, studio e aggiornamento. Una visita gratuita potrebbe non essere obiettiva nel valutare realisticamente l’opportunità d’intervento.

Immagini pre e post operatorie

Le fotografie pre e post operatorie sono importanti per migliorare la comprensione dei risultati. Ma se non usate con obiettività e serietà contribuiscono a creare aspettative irrealistiche e fuorvianti.

Feeling con il medico

Quando si sceglie un chirurgo plastico bisogna valutare, oltre a titoli ed esperienza, la personalità, il senso di responsabilità, l’onestà intellettuale. Un buon feeling fra medico e paziente è un requisito indispensabile per l’instaurarsi di un rapporto valido, capace di dare soddisfazioni reciproche. Cogliere esattamente le aspettative del paziente in merito al cambiamento richiesto DEVE essere una priorità assoluta per il chirurgo plastico moderno, così da evitare ogni rischio di insoddisfazione. Questo comporta una ricerca comune, una vera alleanza terapeutica tra medico e paziente. A tal fine i colloqui che si svolgono prima dell’operazione diventano determinanti. Il chirurgo plastico non può essere un semplice fornitore d’opera ed eseguire un ordine del paziente, il quale a sua volta non può essere un soggetto che commissiona e delega totalmente un lavoro. Il rapporto medico-paziente deve raggiungere un’intesa perfetta. E allora, sulla base di queste premesse, iniziamo il nostro percorso verso l’intervento…










LA VISITA

Dopo aver preso appuntamento per una visita, Lei mi incontrerà presso la sede prescelta. In tale occasione potrà discutere con me del suo problema clinico, del suo disagio estetico ed ottenere le risposte alle sue domande. La visita inoltre necessita di una valutazione accurata del suo stato di salute, degli interventi chirurgici subiti, delle terapie in atto e delle eventuali allergie. Le consiglio di portare con sè eventuali documentazioni cliniche che Lei ritiene utili per un inquadramento del suo problema. Durante la visita riceverà ancora informazioni relative al trattamento proposto, all'eventuale ricovero, alla terapia necessaria, ai controlli post intervento ed ai costi. Inoltre, al termine della visita, le consegnerò la brochure informativa relativa all’intervento cui è interessata al fine di poterne valutare al meglio, anche a domicilio, i vari aspetti. Nel caso di trattamenti ambulatoriali, Le verrano fornite tutte le informazioni a riguardo e si prenderà un appuntamento successivo per il trattamento da Lei scelto. Nel caso in cui dovesse avere ancora domande o dubbi può contattare direttamente lo studio per ottenere le risposte che necessita. Scegliere di effettuare una prima visita non costituisce in nessun modo un impegno a sottoporsi ad alcun trattamento.




le domande più comuni

HO UN SOGNO...POSSO DIRLO AL DOTTORE?
I tempi cambiano rapidamente e per ogni professione occorre adeguarsi alle nuove modalità di comunicazione che ci vengono richieste. Il rapporto medico-paziente è variato molto, passando da una modalità più fredda e distaccata (quasi di sudditanza) a un modo più diretto con maggiori informazioni fornite ai pazienti stessi. In chirurgia plastica estetica ancor di più diventa fondamentale creare un’ottima sintonia tra il professionista e il paziente al fine di ottenere risultati che soddisfino entrambi. Un nuovo moderno concetto di comunicazione sta entrando prepotentemente nel nostro mondo estetico, si tratta della Shared Decision Making. Il principio implica la partecipazione attiva del paziente alla pianificazione e progettazione dell’intervento stesso. La Shared Decision Making venne introdotta in Medicina più di trentanni fa (Strull WM, Lo B. Charles G: Do patientswant to partecipate in medicaldecisionmaking? – JAMA 1984;252:2990-2994) ed è stata riproposta recentemente in un Manifesto di intenti, il Manifesto Salzurg, formulato da medici, giornalisti scientifici ed editori (Salzburg Global S: Salzburg statement on shared decision making. BMJ 2011:342) In chirurgia plastica estetica tale formula di comunicazione si è rivelata vincente per l’obbiettivo comune della soddisfazione del paziente riguardo al risultato ottenuto. Quindi si è passati da un piano usuale dove il medico forniva informazioni e il paziente non entrava nel processo decisionale ad una comunicazione dove gli attori sono due (il chirurgo plastico e il paziente) ed entrambi si scambiano informazioni. Con questa tecnica, il medico impara ad ascoltare i desideri del paziente e fornisce tecniche chirurgiche o di medicina estetica volte a soddisfare queste aspettative. Esistono quindi livelli diversi che vengono affrontati durante le visite (infatti la procedura si sviluppa durante le usuali 3-4 visite preoperatorie). Si inizia con la presentazione del problema,discutendo insieme delle varie possibilità di correzione dell’inestetismo con, al contempo, le richieste estetiche correlate (Choice Talk). Dopo aver lasciato il tempo necessario per una riflessione sul reale interesse a sottoporsi a un intervento chirurgico estetico, nella seconda visita si valutano i pro e contro di ogni procedura, mettendo anche in evidenza il tempo di “fuoriuso sociale” del paziente (Option Talk). L’importanza di sottolineare per quanto tempo il paziente non potrà condurre la propria vita lavorativa e sociale riveste un ruolo fondamentale nella società moderna per una migliore pianificazione del postoperatorio. Nell’incontro successivo si avrà la decisione finale (Decision Talk) che terrà conto delle tecniche proposte dallo specialista che risponde alle esigenze e richieste del paziente stesso. Diventa quindi chiaro che ormai vi è la necessità di diversi appuntamenti per “costruire” il trattamento preferito, per arrivare a un accordo finale implicito tra le parti coinvolte. I vantaggi di questo approccio sono evidenti. Si evitano le “misdiagnosis”, cioè i casi in cui il paziente non ha correttamente esplicitato i propri desideri e aspettative o il medico non ha colto le reali richieste del soggetto. Il concetto estetico, pur avendo parametri comuni, è infatti un criterio soggettivo e la sfida in questo metodo comunicativo è far incontrare, durante gli incontri preparatori all’intervento, l’estetica del paziente con quella del chirurgo. La Shared Decision Making crea una maggiore soddisfazione finale nel paziente grazie alla sua partecipazione attiva nel processo di planning chirurgico o medico estetico, riducendo peraltro i rischi di contenzioso medico-legale proprio perché entrambi gli attori hanno potuto creare un rapporto di fiducia solido. Le 3-4 visite preoperatorie non diventano quindi un tempo “sprecato” per il professionista ma un guadagno per entrambi in termini di consolidamento del rapporto medico-paziente, fondamentale per la soddisfazione post-operatoria.

1

CONFERMA DELL'INTERVENTO E VISITE PRE-OPERATORIE


Stabilita la scelta di sottoporsi al “suo”intervento, riceverà una comunicazione telefonica a conferma della data, luogo e ora previsti per l’operazione. Normalmente è preferibile, in base alle sue esigenze, uno o più incontri nei giorni precedenti l’intervento, per un controllo degli esami preoperatori, la consegna del consenso, l’acquisizione fotografie cliniche e la discussione sugli ultimi dubbi. Durante questi incontri risponderò a tutte le domande che le sono venute in mente e che, magari, ha trascritto nel corso della settimana.

“Tutto lo staff è a sua disposizione…chieda pure…nessuna domanda è stupida o banale”

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IL FUMO E LA CHIRURGIA PLASTICA


Il fumo invecchia la pelle, si sente ripetere molto spesso. Oltre ai danni polmonari ben noti, vi possono essere lesioni al microcircolo e disturbi nella guarigione delle ferite. In chirurgia estetica, ad esempio, è sconsigliato il lifting facciale nei fumatori per il rischio di disturbi nella guarigione della cute del viso. Oltre a ciò, il fumo produce un invecchiamento cutaneo precoce. Recentemente un lavoro scientifico di un gruppo di chirurghi plastici belgi ha voluto evidenziare la correlazione tra il fumo e la chirurgia estetica. Prendendo in esame un campione di pazienti sottoposti a intervento di blefaroplastica, ha dimostrato che il fumo porta alla necessità di chirurgia correttiva a un'età inferiore ai non fumatori o ex fumatori. Mentre ex fumatori e non-fumatori mediamente richiedono una blefaroplastica a 55,5 anni, i fumatori si sottopongono a tale intervento a 50 anni in media. Il fumo quindi crea un invecchiamento cutaneo di circa 5,5 anni. Il meccanismo molecolare sembra dovuto al blocco della risposta cellulare dei fibroblasti, con una diminuzione della sintesi del collagene, un’indotta espressione delle metalloproteinasi della matrice e un abnorme accumulo di fibre elastiche e proteoglicani.


An E.K..Deliaert e altri: “Smoking in Relation to Age in Aesthetic Facial Surgery” Aesthetic Plast Surg. 2012 August; 36(4): 853–856

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STOP AGLI INTEGRATORI


Recenti studi hanno dimostrato che quasi il 40% della popolazione che si sottopone a interventi di chirurgia plastica assume regolarmente integratori alimentari principalmente di origine vegetale, sostanze che contribuiscono a migliorare il nostro stato di salute e benessere, aiutandoci a mantenere giovane il nostro organismo Molto spesso, durante il primo colloquio con il medico, il paziente non dichiara l’assunzione di tali preparati, in quanto, essendo di origine naturale, non vengono considerati farmaci e, soprattutto, si pensa siano innocui. Siamo sicuri che sia una buona idea? Alcune erbe possono provocare potenti effetti nell’organismo, interferendo con la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e il sistema immunitario, aumentando gli effetti sedativi dell’anestesia fino ad alterare la coagulazione. Altre hanno un potere anticoagulante cosi spiccato che sono proprio impiegate in medicina a questo scopo. Anche alcuni derivati animali come l’olio di pesce mostrano caratteristiche simili.
Andando nello specifico:

- L’echinacea: stimola il sistema immunitario, può essere epatotossica se combinata ad altre erbe che inibiscono gli enzimi microsomiali.
- L’efedra: i suoi derivati sono agenti simpaticomimetici, può indurre ipertensione, cardiomiopatia, aritmia, tachicardia. Dal punto di vista chirurgico, potenzia gli effetti degli anestetici generali.
- L’erba amarella e l’aglio possono aumentare il rischio di sanguinamento per le loro proprietà anti aggregazione piastrinica, cosi come il ginger e il ginkgo.
- Il ginseng può causare ipertensione e portare a instabilità emodinamica quando assunto nel periodo dell’intervento. Non va assunto con anticoagulanti o inibitori della monoamino ossidasi per il rischio di potenziamento dell’effetto.
- La kava può aumentare l’effetto dei barbiturici e delle benzodiazepine e causare eccessiva sedazione.
- L’iperico (Erba di San Giovanni) induce l’enzima epatico citocromo P450 e può interagire con numerosi farmaci.
- La valeriana potenzia gli effetti dell’anestesia short term.
- Le bacche di Goji possono interagire con gli antagonisti della vitamina K come anticoagulanti cumarinici, aumentando il rischio di sanguinamento post operatorio.

Tutti questi esempi ovviamente non vogliono demonizzare l’utilizzo d’integratori ma sottolineano il fatto che, per il chirurgo plastico, diventa estremamente importante la raccolta dei dati durante l’anamnesi iniziale. È fondamentale “indagare” accuratamente riguardo alle sostanze assunte abitualmente dai pazienti e, nel caso degli integratori alimentari, sensibilizzarli a un uso consapevole.
L’American Society of Anesthesiologists raccomanda, su queste premesse, di interrompere ogni integratore 2-3 settimane prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico.

S.J. Zwiebel e altri: “The incidence of vitamin, mineral, herbal and other supplement use in facial cosmetic
Plastic Reconstructive Surgery - July 2013 Vol 132, N1: 78-82

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COME MI DEVO PRESENTARE IN CLINICA?


La prima regola da osservare quando ci si deve preparare per un intervento chirurgico è: “iniziare a curarsi già prima della chirurgia”. Una dieta equilibrata e un’idratazione adeguata nella settimana precedente preparano il suo corpo ad un rapido recupero. La sera prima dell’intervento è consigliata una doccia accurata con sapone e shampoo antimicrobico. Le pazienti si possono presentare in clinica truccate, avendo cura di struccarsi prima di scendere in sala operatoria. Smalto e unghie artificiali non sono da rimuovere anche se è preferibile, ad eccezione dello smalto nero, il quale può interferire con la rilevazione della pulso-ossimetria (ossigeno nel sangue). E’ indispensabile rimuovere monili e piercing di vario tipo e per una questione di sicurezza sarebbe indicato lasciarli al proprio domicilio. Le lenti da contatto sono sempre da rimuovere. Per quanto riguardo l’abbigliamento, si consiglia di indossare abiti comodi, ideali sono le tute con zip per una facile vestibilità.

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IL GIORNO DELL'INTERVENTO


Gli interventi eseguiti in anestesia locale non richiedono digiuno, mentre per tutti gli altri tipi d’intervento, è consigliato un digiuno totale (acqua compresa) almeno 6 ore prima dell'orario previsto dell'atto chirurgico. Prima dell'inizio dell'intervento, insieme alla mia equipe, verrò a incontrala nella sua camera di degenza, per effettuare il disegno pre-operatorio e compilare la cartella clinica. Il disegno preoperatorio è un momento fondamentale nel quale il chirurgo plastico, come uno scultore che scolpisce la propria opera, evidenzia, delimita e pianifica le aree interessate dalla correzione chirurgica. Tutto è pronto ormai per il tanto desiderato intervento. Eventuali guaine contenitive prescritte devono essere portate direttamente in sala operatoria.

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L’ANESTESIA IN CHIRURGIA PLASTICA


Sicuramente per rendere positiva l’esperienza dell’intervento chirurgico occorre un corretto confort anestesiologico durante la procedura stessa. Diversi approcci anestesiologici possono essere utilizzati a seconda del trattamento che andremo a scegliere insieme…dall’anestesia locale alla generale.

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L’ANESTESIA LOCALE


Molti interventi di chirurgia plastica sono eseguiti in anestesia locale. In questi casi, dopo una corretta detersione e disinfezione della cute, si pratica un’iniezione nella sede d’intervento mediante un ago sottile e indolore. Gli effetti sono quasi immediati e possono durare dalle due alle cinque ore. I più comuni anestetici locali usati sono la Xylocaina, la Carbocaina e la Naropina; a tali farmaci può essere aggiunta una percentuale di Adrenalina per ridurre l’eventuale sanguinamento intraoperatorio. In molte procedure, all’anestesia locale, è associata una blanda sedazione ottenibile per via orale o endovena. In questi casi si applicano le stesse prescrizioni dell’anestesia generale con la restrizione assoluta a guidare veicoli nelle successive 24 ore.

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LA SEDAZIONE


La sedazione cosciente, chiamata anche sedo-analgesia, è una tecnica anestesiologica utilizzata per indurre una condizione di rilassamento, amnesia e controllo del dolore. Questo tipo di anestesia è molto praticata in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Dopo aver controllato la storia clinica e gli esami pre-operatori del paziente, l'anestesista provvederà al reperimento di un accesso venoso periferico, mediante un ago-cannula di piccolo calibro (l’unico, brevissimo, dolore che il paziente percepisce), ed attraverso questo somministrerà farmaci ansiolitici ed antidolorifici. Il risultato che si ottiene è uno stato di totale rilassamento, in assenza di dolore, senza alterare lo stato di coscienza del soggetto, il quale però non ricorderà nulla delle varie fasi dell'intervento (amnesia indotta dai farmaci utilizzati). Durante la sedazione, i parametri vitali come frequenza cardiaca, pressione arteriosa, frequenza respiratoria e saturazione d'ossigeno sono costantemente monitorati. Terminato l'intervento il paziente rimane in osservazione per circa un ora; alla dimissione dovrà essere accompagnato al domicilio da un familiare o amico e dovrà impegnarsi a non guidare per l'intera giornata. Il livello di sicurezza di questa tecnica è molto alto ed è legato all'esperienza degli operatori sia nel valutare il paziente prima dell'intervento sia nell'eseguire la tecnica stessa in condizioni di sicurezza ed in ambienti adeguati.

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L’ANESTESIA GENERALE IN CHIRURGIA PLASTICA


In sala operatoria, l’anestesista provvederà all’infusione dei farmaci che le consentiranno di dormire, per via endovenosa. Al fine di valutare il decorso anestesiologico, le saranno applicati rilevatori per la pressione arteriosa, la saturazione e la frequenza cardiaca. In taluni casi, per mantenere una corretta ventilazione, potrebbe essere necessario ricorrere ad una anestesia generale con intubazione. In tal modo, non avvertirà alcun disagio durante l’intervento. L’anestesia e l’analgesia (controllo del dolore) sono mantenute per tutta la durata dell’intervento grazie ai farmaci e ai gas anestesiologici. Queste procedure e questi farmaci sono stati a lungo testati e sono considerati sicuri. Al termine dell’operazione, verrà accompagnata in camera, già sveglia.

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LA DEGENZA


Al termine dell’operazione sarà trasferita nella stanza di degenza. Qui, sarà monitorizzata e continuerà la terapia prescritta per il post operatorio. Il personale paramedico sarà a disposizione per qualunque necessità. Dopo un intervento chirurgico in anestesia generale o in sedazione, è fortemente raccomandato che il paziente sia accompagnato al suo domicilio da un familiare o un amico. È altresì consigliato che lei non resti sola durante la prima notte trascorsa al domicilio specialmente nel caso in cui l’intervento si sia svolto in regime di day hospital. Al domicilio seguirà la terapia prescritta sulla brochure che conterrà anche le indicazioni per l’appuntamento successivo, le cautele da seguire al domicilio ed i recapiti per raggiungermi in caso di necessità.

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LA DIMISSIONE


Dopo un intervento chirurgico in anestesia locale, generale o in sedazione, è fortemente raccomandato che il paziente, alla dimissione, sia accompagnato al proprio domicilio da un familiare o un amico. Avere un “care giver” (una persona di fiducia e di supporto vicino) è scientificamente provato che dona molti benefici fisici e emozionali sia nell’immediato postoperatorio che nei giorni successivi. Solleva il morale, riduce l’ansia di non farcela ed è un importante supporto fisico. Nel caso però aveste bisogno di un trasporto non esitate a comunicarcelo, abbiamo a disposizione autisti istruiti che sapranno gestirvi fino alla vostra destinazione finale. Sconsigliamo in genere il taxi poichè non tutti sanno trattare con un paziente appena operato e sicuramente non sarà accompagnato sino sull’uscio di casa. Come scritto in precedenza, è altresì consigliato che il paziente non resti solo durante la prima notte trascorsa al domicilio specialmente nel caso in cui l’intervento si sia svolto in regime di day hospital. A casa seguirà la terapia prescritta sulla brochure che conterrà anche le indicazioni per l’appuntamento successivo, le cautele da seguire e i recapiti per raggiungermi in caso di necessità.

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IL RECUPERO POST-INTERVENTO


Il primo consiglio per affrontare serenamente il suo intervento di chirurgia plastica è…prendersi tempo per il recupero. La preoccupazione maggiore di tutti i pazienti è il tempo tra la chirurgia e la ripresa delle proprie attività quotidiane. Io, da sempre, suggerisco di tenersi liberi 7-10 giorni post-intervento, da utilizzare per il recupero fisico, le visite e icontrolli post-operatori. 

“E’ sempre meglio organizzare qualche giorno in più del necessario…meno stress e recuperi più rapidi”

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